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Domanda: Giunti tecnici su parete in calcestruzzo armato di elevati spessore ed estensione

Egregio Ingegnere, devo calcolare un fabbricato realizzato con pareti in calcestruzzo armato di elevato spessore (150 cm) ed elevata estensione (90 metri) con altezza di circa 15 metri. L'edificio in pratica è un sarcofago in calcestruzzo armato costituito da queste pareti di 150 cm su tutti i lati e un copertura sempre in calcestruzzo armato di pari spessore. La mia domanda è sulla necessità di prevedere giunti tecnici (quelli che i colleghi statunitensi chiamano isolation or expansion joints) e a quale distanza reciproca collocarli; inoltre, se prevedere giunti di contrazione (contraction joints) ed eventualmente la loro spaziatura. Infine, su questi argomenti, c'è della letteratura dalla quale attingere per avere direttive di carattere tecnico sul da farsi? Grazie mille Cordiali saluti Ing. Maurizio Locci


Utente: IngMaurizioLocci

Inserita il 28 Novembre 2014


RISPOSTA

Egr. Ing. Locci

La ringrazio per la particolarità della domanda; immagino che l’opera sia interrata e come tale avrà delta termici ridotti, tuttavia è opportuno valutare attraverso un'adeguata modellazione la necessità di giunti strutturali tali consentire le dilatazioni termiche senza generare eventuali importanti auto tensioni. Ovviamente, vista la dimensione dell'opera sarà necessario valutare anche aspetti geologici, quali la variazione della stratigrafia del terreno ed il suo effetto in termini di risposta sismica. Vista la lunghezza della struttura potrebbe essere opportuna la suddivisione delle pareti in più parti.

Visto lo spessore delle pareti (1.5 m), in fase di getto, sarà siscuramente necessaria l'adozione di additivi atti a ridurre il ritiro ed un'adeguata armatura, ma forse questo potrebbe non essere sufficente ad eliminare la necessità dei giunti.

Inoltre, probabilmente un “sarcofago” di tali dimensioni avrà anche esigenze di impermeabilizzazione in entrambi i versi e quindi i giunti strutturali progettati dovranno essere resi impermeabili ed in tal caso occorre valutare se sia possibile dare continuità alle eventuali membrane già esistenti.

Purtroppo, in questa fase, non è possibile dare una risposta più dettagliata. Solo attraverso un accurato calcolo strutturale potrà valutare la resistenza dei setti da 1,5 m alle dilatazioni termiche, ritiro, cedimenti differenziali del sottofondo, azioni sismiche e valutare una eventuale suddivisione dell’opera in 3 o più parti. Le stesse si possono poi eventualmente collegare fra loro con dispositivi che consentano i movimenti nel piano e non quelli verticali.

Data la complessità delle variabili Le consiglio dopo la modellazione di approfondire l’argomento con un’azienda specializzata.

 

Cordiali Saluti, 

Ing. Davide Torsani 

Direzione Tecnica Giunti

Tecno K Giunti Srl

Ing. Davide Torsani (Tecnokgiunti) - 01 Dicembre 2014









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