Comunicati Stampa

Martedì 27 Febbraio dalle ore 11.30 alle 12.30


Roma, 20 febbraio 2024 - A seguito del webinar svoltosi martedì 30 gennaio, inerente al notevole cambiamento del quadro normativo sui bonus edilizi per il 2024, ISI Ingegneria Sismica Italiana ha deciso di dare seguito all’incontro con l’Ing. Nicola Furcolo trattando i quesiti pervenuti inerenti il superbonus, sismabonus, ecobonus, barriere architettoniche e ristrutturazioni edilizie.

Tra questi:

  • Per chi ha già usufruito del superbonus 110% è possibile accedere ai nuovi bonus?
  • Nel 2024 si passa obbligatoriamente al sismabonus 70% o è possibile ricorrere al sismabonus ordinario che in alcuni casi ha percentuali più generose?
  • Il bonus 75% ha ancora la cessione del credito nei 10 anni?

Il collegamento è limitato a 1.000 partecipanti; il webinar non riconosce crediti formativi professionali.
Tutte le informazioni nella locandina in allegato.
 
Luana Amadei
UFFICIO STAMPA
+ 39 349 4571047
press@ingegneriasismicaitaliana.it

 

Roma 24 Gennaio 2024 - La legislazione sui bonus edilizi per il 2024 ha subito nelle ultime settimane un profondo mutamento. Per questo motivo l’associazione senza scopo di lucro ISI Ingegneria Sismica Italiana ha organizzato martedì 30 gennaio, dalle 11:30 alle 12:30, un webinar per approfondire i nuovi regolamenti su superbonus, sismabonus, ecobonus e le altre direttive che disciplinano l’abbattimento delle barriere architettoniche e le ristrutturazioni edilizie. Si tratta del primo di una serie di webinar su temi specifici che ISI ha in calendario.
L’evento on-line, intitolato "Bonus edilizi 2024 - Le nuove regole per le detrazioni fiscali in edilizia e la cessione del credito”, rappresenta il primo appuntamento organizzato dall’associazione rivolto a tutti i professionisti della progettazione, interessati anche alla cessione del credito e allo sconto in fattura. Un incontro che vanterà la partecipazione dell'Ing. Davide Trutalli, Direttore di ISI e dell'Ing. Nicola Furcolo: docente, consulente tecnico nel settore BIM, appalti di AECO.

«Prosegue anche quest’anno il nostro impegno nel promuovere la cultura della sicurezza in tutto ciò che riguarda il patrimonio immobiliare italiano - spiega il direttore Trutalli - un aspetto imprescindibile non solo sul versante della sismica, ma anche nel campo delle alluvioni e di altre calamità naturali».

Fondamentale per ISI, oltre al mantenimento del rapporto con Enti e Istituzioni di livello regionale e nazionale, è infatti anche la divulgazione sul tema della sicurezza a un pubblico eterogeneo: dai tecnici della professione architettonica fino ai cittadini.


L'appuntamento è quindi per il 30/01, sulla Piattaforma GoToWebinar, a cui è possibile registrarsi al seguente link
 

» https://register.gotowebinar.com/register/5002876199564715868 «


Il collegamento è limitato a 1.000 partecipanti, ma la registrazione sarà disponibile successivamente sul sito di ISI.

Tutte le informazioni nella locandina in allegato.

 

» Scarica la locandina dell'evento

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Luana Amadei
UFFICIO STAMPA
 

 

L’AREA FOCUS SISMICA DI ISI INGEGNERIA SISMICA ITALIANA PER LA PRIMA VOLTA A ME MADE EXPO:
SICUREZZA DI STRUTTURE E INFRASTRUTTURE, NUOVE TECNOLOGIE, NORMATIVE E PROSPETTIVE PER IL NOSTRO PAESE


16 aziende espositrici, 20 talk di approfondimento tenuti da docenti universitari, professionisti e
tecnici di aziende associate a ISI, 2 Convegni e 3 incontri di aggionamento


“Area Focus Sismica intende essere un luogo d'inclusione e uno spazio di dialogo. E’ fondamentale che si parli insieme di tematiche quali il nuovo codice dei contratti, l’obbligo dell’assicurazione sugli immobili, solo per citarne alcuni e che se ne parli in maniera trasversale” dichiara il Presidente di ISI Ing. Andrea Barocci

Fiera Milano Rho 15|18 Novembre 2023 - Area Focus Sismica – Padiglione 4 Stand MO4/MO5


Roma, 20 novembre 2023 – “Abbiamo portato a Me-MADE expo per la prima volta l’Area Focus Sismica, un luogo d’incontro con focus sul tema della sicurezza di strutture e infrastrutture che ha visto partecipare 16 aziende, diciannove talk tenuti da docenti universitari, professionisti e tecnici di aziende associate a ISI, due Convegni e tre incontri di approfondimento” ha dichiarato a conclusione di ME-MADE Expo Milano l’Ing. Andrea Barocci, Presidente di ISI Ingegneria Sismica Italiana. “La trasversalità e il dialogo sono sempre stati una prerogativa di ISI per dare il proprio contributo a tematiche fondamentali come nuovo codice dei contratti, obbligo dell’assicurazione sugli immobili, digitalizzazione, nuove tecnologie”.
“Ai rischi territoriali del nostro paese (sismico, idrogeologico, …) si somma l’elevata vulnerabilità del nostro patrimonio edilizio e infrastrutturale; l’eccellenza tecnologica e professionale italiana è riconosciuta, diventa a questo punto necessario procedere con sinergia velocemente e a tutti i livelli: aziende, produttori di tecnologie, sviluppatori, software-house, studi di ingegneria, ma anche altre figure professionali come geologi, architetti, geometri, produttori di materiali e i fornitori di servizi impegnati sul tema della sicurezza del patrimonio edilizio e infrastrutturale del nostro paese”
ha concluso il Direttore di ISI Ingegneria Sismica Italiana Ing. Davide Trutalli.


Oltre ai talk di approfondimento a cura delle aziende associate a ISI, in Area Focus Sismica si sono tenuti 2 Convegni:

  •  - “La sicurezza del patrimonio edilizio: dagli edifici storici alla crescita delle città”.Convegno organizzato da ISI Ingegneria Sismica Italiana, Assorestauro e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. Relatori: Prof. Ing. Antonio Borri, Arch. Antonino Libro, Ing. Alessandro Aronica.
     
  • - “Impiego dell’acciaio nelle infrastrutture e soluzioni per incrementarne la sicurezza”.Convegno organizzato da ISI Ingegneria Sismica Italiana, Fondazione Promozione Acciaio e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. Relatori: Ing. Giovanni Costa, Ing. Daniele Minorello.


e 3 incontri di aggiornamento
 

  • - Gruppo di Lavoro ISI ‘Borghi Storici’. Aggiornamento sul percorso pilota di Castiglione del Terziere (MS). Relatori: Ing. Corrado Prandi, Geol. Riccardo Triches.
  • - “Costruire e recuperare: prospettive future e possibili incentivi oltre il Superbonus per la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio edilizio”. A cura di ISI Ingegneria Sismica Italiana e Centro Studi Edilizia Reale.
    Relatore: Dott. Marco Cossa.  
  • - “A.A.A. VENDESI SICUREZZA: l’importanza di comunicare la prevenzione”.
    A cura di Ingegneria e Dintorni. Relatore: Ing. Braian Ietto.



Le Aziende associate a ISI che hanno esposto in Area Focus Sismica:
• AMV
• BOSSONG
• CONCRETE
• CSPFEA
• ECOSISM
• FASSA BORTOLO
• FIBRE NET
• FORNACI LATERIZI DANESI
• G&P INTECH
• ISAAC
• METAL.RI
• MT RICCI
• PROGETTO SISMA
• RICAM GROUP
• STABILA
• TECNO K GIUNTI


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Giorgia Pulcinelli
RESPONSABILE COMUNICAZIONE
+ 39 335 7173207

comunicazione@ingegneriasismicaitaliana.it
press@ingegneriasismicaitaliana.it

Associazione ISI Ingegneria Sismica Italiana
Sede Legale e Operativa: via del Colosseo, 62 - 00184 Roma
E-mail Segreteria: segreteria@ingegneriasismicaitaliana.it
 

16 aziende espositrici, 20 talk di approfondimento tenuti da docenti universitari, professionisti e tecnici di aziende associate a ISI, 2 Convegni e 3 incontri di aggionamento

“Area Focus Sismica intende essere un luogo d'inclusione e uno spazio di dialogo. E’ fondamentale che si parli insieme di tematiche quali il nuovo codice dei contratti, l’obbligo dell’assicurazione sugli immobili, solo per citarne alcuni e che se ne parli in maniera trasversale”
dichiara il Presidente di ISI Ing. Andrea Barocci

Fiera Milano Rho 15|18 Novembre 2023 - Area Focus Sismica – Padiglione 4 Stand MO4/MO5

Roma, 8 novembre 2023 ISI Ingegneria Sismica Italiana parteciperà a ME-MADE expo dal 15 al 18 Novembre a Fiera Milano Rho con Area Focus Sismica, spazio di dialogo, confronto e
approfondimento per il quale ISI si è impegnata a fare da collettore per gli appuntamenti di alto livello in programma.

Talk di approfondimento, convegni e incontri che avranno come focus i temi della sicurezza di strutture e infrastrutture, le nuove tecnologie, le normative e le prospettive per il nostro paese, caratterizzeranno l’Area durante le quattro giornate di Fiera.

“Riteniamo sia importante parlare a platee diverse dal solito. In tal caso, in un contesto che ‘geograficamente’ è nuovo per noi, perché storicamente ha sempre trattato temi o argomenti più legati all'architettura e alle finiture. Questo a conferma della necessità di dialogo che ci deve essere tra tutti i settori del comparto edile” dichiara il Presidente di ISI Ingegneria Sismica Italiana Ing. Andrea Barocci in merito a Area Focus Sismica e poi conclude: “Area Focus Sismica intende essere, un luogo d'inclusione non necessariamente di ISI. E’ fondamentale che si parli insieme di tematiche quali il nuovo codice dei contratti, l’obbligo dell’assicurazione sugli immobili, solo per citarne alcuni e che se ne parli in maniera trasversale e non a compartimenti stagni come spesso accade, senza fra l’altro tener conto che ci sono tutta una serie di attori che possono occuparsene in maniera coerente”.


Per Ingegneria Sismica Italiana prevenzione, progettazione e interventi di efficientamento strutturale rappresentano un tema in grado di accomunare tutti i comparti della filiera delle
costruzioni.

Insieme ai talk di approfondimento a cura delle aziende associate a ISI, per ME-MADE expo,

Ingegneria Sismica Italiana ha messo in programma 2 Convegni:

Giovedì 16 Novembre ore 10:30 - 11:30
“La sicurezza del patrimonio edilizio: dagli edifici storici alla crescita delle città”
Convegno organizzato da ISI Ingegneria Sismica Italiana, Assorestauro e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano.
Relatori: Prof. Ing. Antonio Borri, Arch. Antonino Libro, Ing. Alessandro Aronica.


Venerdì 17 Novembre ore 10:30 - 11:30
“Impiego dell’acciaio nelle infrastrutture e soluzioni per incrementarne la sicurezza”
Convegno organizzato da ISI Ingegneria Sismica Italiana, Fondazione Promozione Acciaio e dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano.
Relatori: Ing. Giovanni Costa, Ing. Daniele Minorello.

e 3 incontri di aggiornamento previsti per sabato 18 Novembre:
Ore 10:45 - 11:15
Gruppo di Lavoro ISI ‘Borghi Storici’. Aggiornamento sul percorso pilota di Castiglione del Terziere (MS).
Relatori: Ing. Corrado Prandi, Geol. Riccardo Triches

Ore 11:30 - 12:00
Costruire e recuperare: prospettive future e possibili incentivi oltre il Superbonus per la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio edilizio.
A cura di ISI Ingegneria Sismica Italiana e Centro Studi Edilizia Reale.
Relatori: Ing. Davide Trutalli, Giulio De Angelis, Ing. Nicola Furcolo, Ing. Braian Ietto.

Ore 12:15 - 12:45
A.A.A. VENDESI SICUREZZA: l’importanza di comunicare la prevenzione.
A cura di Ingegneria e Dintorni.
Relatore: Ing. Braian Ietto


In continuità con l’area incontri, si sviluppa un’area espositiva dedicata alle tecniche e tecnologie
antisismiche.

AZIENDE ESPOSITRICI
Le Aziende associate a ISI che esporranno in Area Focus Sismica:
• AMV
• BOSSONG
• CONCRETE
• CSPFEA
• ECOSISM
• FASSA BORTOLO
• FIBRE NET
• FORNACI LATERIZI DANESI
• G&P INTECH
• ISAAC
• METAL.RI
• MT RICCI
• PROGETTO SISMA
• RICAM GROUP
• STABILA
• TECNO K GIUNTI

 

PROGRAMMA
Il programma di Area Focus Sismica - con relativi dettagli - è disponibile al seguente link:
https://www.ingegneriasismicaitaliana.com/area-focus-sismica/area-focus-sismica-a-me-made-
expo-2023/86.html

 

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Luana Amadei
UFFICIO STAMPA
+ 39 349 4571047
press@ingegneriasismicaitaliana.it
Associazione ISI - Ingegneria Sismica Italiana
Sede Legale e Operativa: via del Colosseo, 62 - 00184 Roma
E-mail Segreteria: segreteria@ingegneriasismicaitaliana.it

Roma, 16 ottobre 2023 ISI Ingegneria Sismica Italiana, associazione nazionale punto di riferimento per l’ingegneria delle costruzioni, la sicurezza di strutture e infrastrutture e le tecnologie antisismiche, parteciperà a SAIE Bari 2023, la Fiera delle Costruzioni, Progettazione, Edilizia e Impianti in programma dal 19 al 21 ottobre alla Fiera del Levante con Piazza ISI, il format di successo presentato nella precedente edizione di SAIE Bologna 2022.
 
Piazza ISI è il luogo ideato da Ingegneria Sismica Italiana dove si incontrano gli esperti che operano nel settore della progettazione e nello sviluppo di tecnologie per la sicurezza di strutture e infrastrutture. I visitatori si relazionano con le aziende e i professionisti che portano alla manifestazione le loro conoscenze, l’evoluzione di prodotti, i materiali e sistemi, il risultato dei progressi e l’attualizzazione della loro ricerca.
 
Giovedì 19 ottobre alle ore 10.30 sarà proprio Piazza ISI ad ospitare l’evento inaugurale di SAIE 2023 “Green Deal Europeo: l’Italia al palo senza incentivi?” organizzato da Senaf, ANCE, Federcostruzioni e moderato da Vicenzo Rutigliano, giornalista del Sole 24Ore. 
 
Il programma prevede gli interventi di: Paola Marone (Presidente Federcostruzioni), Domenico De Bartolomeo (Vice Presidente ANCE), Francesco Paolo Sisto (Viceministro - Ministero della Giustizia), Michele Emiliano* (Governatore della Regione Puglia), Antonio Decaro (Sindaco di Bari), Andrea Barocci (Presidente ISI Ingegneria Sismica Italiana), Gaetano Frulli (Presidente Nuova Fiera del Levante), Ivo Nardella (Presidente del Gruppo Senaf Tecniche Nuove).
*in attesa di conferma

 
PIAZZA ISI OSPITERÀ:
- stand istituzionale di ISI (Stand B4);
- 16 aziende associate ISI che esporranno all’interno del proprio stand servizi, proposte  tecnologiche per la sicurezza di strutture e infrastrutture ed esperienze di progettazione antisismica;
- spazio dedicato alle iniziative di approfondimento, incontro e dialogo.
 
PROGRAMMA
Il programma degli eventi in Piazza ISI -durante le tre giornate di manifestazione- è denso e ricco di
iniziative. Si alterneranno 15 speech dedicati ad approfondimenti tecnici e confronto tra gli esperti del settore, 3 Convegni di grande attualità, 2 dei quali rappresentano anche importante occasione di formazione.
 
 
CONVEGNI
Venerdì 20 Ottobre - dalle ore 10.30 alle 11.30
“Recupero del costruito, digitalizzazione e edilizia 2.0”.
Convegno a cura dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, in collaborazione con ISI Ingegneria Sismica Italiana e Federcostruzioni, con il Patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri di Barletta Andria Trani.
 
Il nostro Paese ha un vasto patrimonio edilizio, per la maggior parte vetusto o comunque vulnerabile, ma spesso di grande pregio. Non sempre pertanto è possibile optare per la demolizione e ricostruzione dei fabbricati, ma fare di necessità virtù e sfruttare al massimo la conoscenza ed esperienza tecnica e le tecnologie più avanzate a disposizione. 
 
Interverranno il Prof. Ing. Roberto Scotta (Professore Associato di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Padova, Consigliere Nazionale ISI e coordinatore del Comitato Scientifico ISI), il Dott. Luigi Perissich (Segretario Generale Federcostruzioni), l’Ing. Carmine Pascale (Project Manager STRESS Scarl).
 
Per l'ottenimento di N.1 CFP per Ingegneri è necessario iscriversi tramite il portale dell'Ordine  degli Ingegneri della Provincia di Bari (https://www.ordingbari.it/le-notizie/2043-saie-2023.html)

 
Sabato 21 ottobre - dalle ore 10.30 alle 11.30
“Sicurezza del Patrimonio pubblico: vincoli e opportunità”.
Convegno a cura dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, in collaborazione con ISI Ingegneria Sismica Italiana, con il Patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri di Barletta Andria Trani.
Il patrimonio pubblico - tra cui scuole, infrastrutture, edifici strategici, beni di interesse storico e artistico quali musei, archivi, biblioteche, edifici di culto, etc. - a fronte di periodi storici molto floridi, che hanno permesso un grande sviluppo, necessita sempre più di interventi strutturali per garantire sicurezza e conservazione. Se da un lato c’è ampia possibilità di contributi pubblici, dall’altro, intervenire in questi edifici richiede il rispetto di una serie di vincoli normativi che derivano dalla valenza storica e dal tessuto territoriale del nostro Paese.
 
Interverranno l’Ing. Angelo Lobefaro (Presidente della Commissione Geotecnica e Strutture dell’Ordine degli Ingegneri di Bari, ex Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bari e ex Dirigente Regionale Responsabile dell’Ufficio Sismico per la Regione Puglia) e il Prof. Ing. Antonio Borri (già Professore Ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Perugia e membro del Comitato Scientifico di ISI).
 
Per l'ottenimento di N.1 CFP per Ingegneri è necessario iscriversi tramite il portale dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari (https://www.ordingbari.it/le-notizie/2043-saie-2023.html)
 
 
Sabato 21 ottobre dalle ore 15.00 alle 16.00
“Il nuovo Codice dei Contratti pubblici: regole e criticità dai principi all’esecuzione”.
Conversazioni sul Codice dei Contratti con tre esperti.
Convegno gratuito in presenza organizzato da ISI, Lavori Pubblici e Legal Team.
 
Con la piena operatività del nuovo D.Lgs. n. 36/2023 il comparto dei lavori pubblici ha avviato una trasformazione delle regole con l'obiettivo di semplificare e migliorare il ciclo di vita dei contratti pubblici. Sarà davvero così?

Durante il Convegno saranno approfonditi i seguenti temi:
L'applicazione dei nuovi principi
Le procedure di somma urgenza
Il rapporto tra equo compenso e OEPV nelle gare di progettazione
La fase esecutiva del contratto (riserve, revisione dei prezzi e rinegoziazione del contratto)
I requisiti di partecipazione e la Flat Tax
 
 
Si confronteranno l’Ing. Andrea Barocci (Presidente ISI Ingegneria Sismica Italiana), l’Avv. Rosamaria Berloco (Co-Founder di Legal Team), l’Ing. Gianluca Oreto (Direttore Lavori Pubblici).
 
Inoltre, venerdì 20 ottobre alle ore 17.00 in Piazza ISI si terrà l’incontro “Costruire e recuperare: prospettive future e possibili incentivi oltre il Superbonus per la riqualificazione energetica e
sismica del patrimonio edilizio”, organizzato da Centro Studi Edilizia Reale e ISI Ingegneria Sismica Italiana che fa seguito al Convegno “Costruire Recuperare” tenutosi a Bagnoli Irpino (AV) il 21 e 22 settembre scorso.
Nell’occasione si analizzeranno gli scenari possibili per la riqualificazione energetica e sismica, anche in vista della legge di Bilancio per il 2024. Saranno valutati gli incentivi già previsti, con qualche ipotesi sulle possibili novità.
 
Interverranno: Giulio De Angelis (Presidente di Centro Studi Edilizia Reale), Ing. Davide Trutalli  (Direttore di ISI Ingegneria Sismica Italiana), Ing. Nicola Furcolo (Centro Studi Edilizia Reale).
Il programma dettagliato di Piazza ISI a SAIE Bari 2023 è disponibile al seguente link ->> https://www.ingegneriasismicaitaliana.com/piazza-ISI/piazza-isi-a-saie-bari-2023/89.php
 
 
LE 16 AZIENDE ASSOCIATE A ISI PRESENTI A SAIE BARI 2023 CON UNO STAND DEDICATO E SPEECH A TEMA:
 
- 2S.I SOFTWARE E SERVIZI PER L’INGEGNERIA
- AMW
- ATLAX
- BIEMME
- CONCRETE
- CSPFEA
- ECOSISM
- G&P INTECH
- ISAAC
- MT RICCI
- PROGETTO SISMA
- RAWLPLUG ITALY
- RICAM GROUP
- SOFTING
- TECNO K GIUNTI
- URETEK
 
 
Luana Amadei
UFFICIO STAMPA
+ 39 349 4571047
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Associazione ISI - Ingegneria Sismica Italiana
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Il 21 e 22 settembre a Bagnoli Irpino (AV) un ampio parterre di esperti si incontrerà per offrire soluzioni operative atte a introdurre l’obbligo di interventi per la messa in sicurezza degli edifici accanto a quelli di riqualificazione energetica

15 settembre 2023 -
Si terrà il 21 e 22 settembre a Bagnoli Irpino (AV) il Convegno Costruire Recuperare. Patrimonio edilizio e infrastrutturale: riqualificare per dare sicurezza promosso dal Centro Studi Edilizia Reale e ISI - Ingegneria Sismica Italiana.

In collaborazione con nove ordini professionali e Anaci, con il patrocinio di nove associazioni, oltre a sponsor internazionali, i promotori sfidano il superamento dell’approccio teorico, per affrontare la necessità di mitigare il rischio sismico in maniera pratica.

Sarà il Capo della Protezione Civile Ing. Fabrizio Curcio, tra gli altri, ad inaugurare il confronto nazionale della prima sessione di giovedì 21 settembre, con interventi in presenza o in videoconferenza sul tema “Rischio sismico e idrogeologico del territorio”.

L’evento gratuito -con iscrizione obbligatoria solo online- prevede una due giorni di lavori che verteranno su quattro temi principali: PNRR-Lavori Pubblici e Codice degli Appalti, Rigenerazione Urbana, Progettazione e Riqualificazione Infrastrutturale, Quadro generale del patrimonio edilizio e infrastrutturale, a cui faranno seguito tavole rotonde di approfondimento e confronto.

Un ampio parterre di accademici, tecnici e aziende all’avanguardia tecnologica faranno quadrato intorno ad una proposta articolata.
L’obiettivo del Convegno, condotto e moderato dall’Ing. Braian Ietto, è quello di sensibilizzare il Governo, a fronte delle nuove politiche europee, ad abbinare in maniera indissolubile gli interventi di riqualificazione energetica con quelli di carattere sismico, soprattutto nelle aree a maggiore rischio.

Inoltre, il Centro Studi Edilizia Reale e ISI - Ingegneria Sismica Italiana sottoporranno agli addetti ai lavori, per discuterne e analizzarla insieme, la proposta di legge avanzata nel 2019, illustrata in Parlamento dall’On. Michele Giardiello sull’istituzione di un “Programma nazionale per l'assicurazione obbligatoria degli edifici privati contro i danni derivanti da calamità naturali”.

Il progresso che sta attraversando il settore edile guarda con particolare interesse alle evoluzioni tecnologiche che di qui a breve dovranno intercettare le urgenze strutturali e infrastrutturali del Paese, a partire dalla sicurezza sismica degli abitati. Per questo, il convegno di Bagnoli Irpino, apre una lunga serie di incontri e dibattiti in tutta Italia.

Costruire Recuperare. Patrimonio edilizio e infrastrutturale: riqualificare per dare sicurezza ha ottenuto il Patrocinio di: ANCE Avellino, Assoposa, Casartigiani, CFS (Centro per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della Provincia di Avellino), C.L.A.A.I. Imprese, Confartigianato Imprese, Federcasa, FederCostruzioni, Federcomated.
L’evento rappresenta un’importante occasione formativa. La partecipazione prevede, infatti, il riconoscimento di crediti formativi assegnati a: agronomi, amministratori di condominio, architetti, commercialisti, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari e industriali.

Per informazioni e iscrizioni ->> www.costruirerecuperare.it
 

I PROMOTORI
Centro Studi Edilizia Reale
rappresenta sul territorio irpino un nuovo strumento associativo, una nuova entità culturale aperta a tutti i componenti della filiera edile. Si pone lo scopo di informare, formare e supportare con elementi giuridici ed economici gli addetti ai lavori del segmento produttivo. Ha al suo attivo diverse e variegate iniziative, tese a promuovere la conoscenza e a diffondere cultura civica.

ISI - INGEGNERIA SISMICA ITALIANA dal 2011 coinvolge aziende e professionisti, specializzati nelle strutture e nell’ingegneria antisismica, in un gruppo dinamico e motivato. La mission è divulgare la cultura della sicurezza di strutture e infrastrutture e la promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti, la cittadinanza. La strutturazione in gruppi di lavoro e il supporto di un Comitato Scientifico d’eccellenza consentono concretezza, competenza e capacità divulgativa.

CO-ORGANIZZATORI
Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Avellino, Ordine degli Architetti della Provincia di Avellino, Ordine dei Geologi della Campania, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Avellino, Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Avellino, Federazione Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali Campania, ANACI.

 

PER INFORMAZIONI
Elisa Forte
Mobile: 347-6731998
elisaforte80@gmail.com
Centro studi edilizia reale
Mobile:351-7424079
ediliziareale.centrostudi@gmail.com

 
Scarica il Comunicato Stampa e il Programma dell'evento

 

 

21-22 Settembre in Contrada Rosole 13 a Bagnoli Irpino (AV)
 

31 luglio 2023 - “Patrimonio edilizio e infrastrutturale: riqualificare per dare sicurezza”. Questo è il tema della due giorni di Convegno “Costruire e Recuperare” promosso a Bagnoli Irpino (AV) il 21 e 22 settembre dal Centro Studi “Edilizia Reale” e ISI - Ingegneria Sismica Italiana.

Centro studi edilizia reale - Abbazia del Goleto


Coorganizzatori del Convegno sono: Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Avellino, Ordine degli Architetti della Provincia di Avellino, Ordine dei Geologi della Campania, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Avellino, Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati, Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Avellino, Federazione Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali Campania, ANACI.

La sinergia tra queste realtà unitamente a una visione comune sui temi della prevenzione e della sicurezza sismica, ha dato origine a questo articolato Convegno finalizzato alla presentazione di una proposta di legge che possa inserire l’assicurazione obbligatoria in edilizia, in merito agli abitati, all’usura dei materiali e alla riqualificazione sismica.

L’edilizia è senza dubbio il comparto che più di tutti incide sulla vivibilità di un contesto sociale, e non avendo un carattere lobbistico, intende farsi promotrice di un percorso di crescita e sviluppo che possa coinvolgere in maniera trasversale tutti i segmenti della società civile.

Il Centro Studi “Edilizia Reale” e ISI - Ingegneria Sismica Italiana ritengono che il tema della sicurezza in edilizia debba riacquistare centralità nell’interesse comune, ma anche nell’agenda politica. Per questo si intende valorizzare la proposta di legge presentata nel 2019 dall’ex deputata campana Michela Rostan, sull’istituzione di un “Programma nazionale per l'assicurazione obbligatoria degli edifici privati contro i danni derivanti da calamità naturali”.

Nella narrativa della proposta depositata alla Camera dei deputati (n. 1943), si evidenziano alcuni dati: “Tra il 1900 e il 2002, secondo i dati riportati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'Italia ha registrato circa 29.000 alluvioni in 14.000 siti. Inoltre, fra il 1950 e il 2012 sono state registrate almeno 1.061 frane con vittime in 962 località e almeno 672 inondazioni con vittime in 563 località. In questo periodo, il numero complessivo di morti, feriti e dispersi provocato da eventi idrogeologici è stato di oltre 9.000; gli sfollati e i senza dimora sono stati oltre 700.000”.

Sempre in tema di numeri, secondo ANCE (Associazione Nazionale dei Costruttori Edili) e CRESME (Centro ricerche economiche, sociologiche e di mercato nell'edilizia), dal 1944 al 2011 il danno complessivo prodotto da terremoti, frane e alluvioni in Italia ha superato i 240 miliardi di euro, con una media di 3,5 miliardi di euro l'anno.

La scelta del contesto sociale individuato dai promotori del Convegno “Costruire e Recuperare” non è casuale. La provincia di Avellino è stata, infatti, teatro del drammatico terremoto del 1980 a cui è seguita la più grande stagione di ricostruzione edilizia della storia dell’Italia repubblicana.

La nuova classificazione sismica elaborata a seguito dell’80, ha portato la provincia in cima all’indice di rischiosità, tale per cui l’aggiornamento legislativo in merito alle costruzioni ha subito notevoli evoluzioni. Dalla messa in sicurezza statica al rinforzo dei solai, dal consolidamento strutturale alla cucitura delle fessure, senza trascurare l’utilizzo di determinati materiali e le tecniche di lavorazione.

“Costruire e recuperare” ha ottenuto il Patrocinio di: ANCE Avellino, Assoposa, Casartigiani, CFS (Centro per la Formazione e Sicurezza in Edilizia della Provincia di Avellino), C.L.A.A.I. Imprese, Confartigianato Imprese, Federcasa, FederCostruzioni, Federcomated.

Per aggiornamenti sul programma e iscrizioni al convegno: www.costruirerecuperare.it

 

 

I PROMOTORI

Il Centro Studi Edilizia Reale rappresenta sul territorio irpino un nuovo strumento associativo, una nuova entità culturale aperta a tutti i componenti della filiera edile. Si pone lo scopo di informare, formare e supportare con elementi giuridici ed economici gli addetti ai lavori del segmento produttivo. Ha al suo attivo diverse e variegate iniziative, tese a promuovere la conoscenza e a diffondere cultura civica.

ISI - INGEGNERIA SISMICA ITALIANA dal 2011 coinvolge aziende e professionisti, specializzati nelle strutture e nell’ingegneria antisismica, in un gruppo dinamico e motivato. La mission è divulgare la cultura della sicurezza di strutture e infrastrutture e la promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti, la cittadinanza. La strutturazione in gruppi di lavoro e il supporto di un Comitato Scientifico d’eccellenza consentono concretezza, competenza e capacità divulgativa.

 

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Centro studi edilizia reale

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Roma, 14 luglio 2023 ISI - Ingegneria Sismica Italiana sarà presente a ME-MADE expo in programma a Milano dal 15 al 18 Novembre con “AREA FOCUS SISMICA”, un grande contenitore tematico dedicato alla sicurezza del patrimonio edilizio e infrastrutturale del nostro paese.

Una partecipazione mutuata dalla ferma convinzione che la prevenzione, la progettazione e gli interventi di efficientamento strutturale rappresentino un tema in grado di accomunare tutti i comparti della filiera delle costruzioni.

Argomento imprescindibile soprattutto in questo periodo storico, con temi trasversali come il nuovo codice dei contratti, le esigenze di messa in sicurezza di patrimonio edilizio e infrastrutture, le tecnologie di cui le aziende italiane sono importanti portavoce anche nel mondo, l’importanza della progettazione e pianificazione.

Durante le quattro giornate della manifestazione fieristica, nell’area gestita da ISI in collaborazione con me-MADE expo, sono in programma interventi tecnici e incontri istituzionali che avranno come focus i temi della sicurezza delle strutture e infrastrutture, le nuove tecnologie, normative e prospettive per il nostro paese.
In uno studio condotto da ISI - Ingegneria Sismica Italiana si evidenzia come il 60% degli edifici siano stati costruiti ante 1971 con inadeguate normative sismiche se non addirittura in assenza di norme. Una percentuale simile è riferita alle infrastrutture esistenti.
Oggi, a fronte delle innovazioni nei materiali strutturali, delle tecnologie, della digitalizzazione, tale obiettivo può e deve essere riconsiderato.
 


ISI - Ingegneria Sismica Italiana dal 2011 coinvolge aziende e professionisti, specializzati nelle strutture e nell’ingegneria antisismica, in un gruppo dinamico e motivato. La mission è divulgare la cultura della sicurezza di strutture e infrastrutture e la promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti, la cittadinanza. La strutturazione in gruppi di lavoro e il supporto di un Comitato Scientifico d’eccellenza consentono concretezza, competenza e capacità divulgativa.
 

Luana Amadei
UFFICIO STAMPA
+ 39 349 4571047
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“L’assicurazione obbligatoria, per quanto possa apparire come un’ulteriore tassazione, dovrebbe in maniera critica essere confrontata con quanto sostenuto giornalmente da ogni cittadino attraverso le accise sui carburanti inserite nella quantità di 12 centesimi per litro a partire dal 1968”
così l’Ing. Andrea Barocci Presidente di ISI - Ingegneria Sismica Italiana
 

Roma, 27 giugno 2023 – Le straordinarie alluvioni del mese scorso, così come i terremoti, sono eventi naturali non prevedibili che ogni qualvolta accadono mettono a dura prova lo stato italiano chiamato a intervenire con importanti esborsi economici. A disastro avvenuto la macchina della ricostruzione riparte con urgenza e si porta con sé tutte le difficoltà e i ritardi dovuti allo stato di emergenza.
L’istituzione dell’assicurazione obbligatoria sugli immobili privati, in attesa di efficaci misure di prevenzione che necessitano tempi e procedure più complesse, è strumento adeguato per far fronte ai danni provocati da calamità naturali. Si tratta di un tema ricorrente affrontato non solo dalla politica, ma anche da ricercatori, Enti, Associazioni e Ordini professionali.
Negli ultimi anni si sono succedute tante proposte di legge. Tra queste si ricordano il disegno di legge “Istituzione di un’assicurazione obbligatoria contro i rischi derivanti da calamità naturali nonché di un Fondo per la sicurezza e l’efficienza energetica degli edifici” presentato da ENEA nel 2013 e quello del 2019 facente capo alla Deputata Michela Rostan che prevedeva l’avvio di un programma nazionale per l’assicurazione obbligatoria degli edifici privati contro i danni provocati da eventi naturali.

In merito a tale possibilità, con un contributo strettamente legato agli eventi sismici, si sono espressi Fondazione ANIA, che in un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore afferma:
Secondo stime, purtroppo, nel nostro paese, il 78% delle abitazioni è esposto a un rischio medio-alto o alto di terremoto o alluvioni”, l’ex Ministro Stefano Patuanelli e in ultimo, in relazione all’alluvione che ha messo in ginocchio i territori delle province della Romagna, il governatore del Veneto Luca Zaia in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale.


Stime alla mano, è ormai ben noto come gran parte degli edifici esistenti in Italia non sia in grado di sopportare un’eventuale azione sismica. ISI - Ingegneria Sismica Italiana la cui mission aziendale da sempre dà valore alla divulgazione della cultura della sicurezza di strutture e infrastrutture, sostiene la necessità di mettere a punto una strategia e un’efficace e adeguata politica di prevenzione.

L’assicurazione obbligatoria, per quanto possa apparire come un’ulteriore tassazione, dovrebbe in maniera critica essere confrontata con quanto sostenuto quotidianamente da ogni cittadino attraverso le accise sui carburanti inserite nella quantità di 12 centesimi per litro a partire dal 1968  proprio per far fronte ai costi sostenuti dallo Stato derivanti dalla ricostruzione a seguito degli ultimi terremoti.
Un confronto tra assicurazioni in un libero mercato, al pari di quello delle automobili, permetterebbe ai singoli di avere immediato riscontro e consapevolezza -attraverso il premio da
pagare- sul livello di sicurezza del proprio immobile. Occorre anche tenere conto che in caso di calamità naturali le compagnie si troverebbero a dover
liquidare in contemporanea capitali molto alti, quindi sarebbero utili politiche virtuose come quelle adottate da altri paesi: in caso di evento una percentuale rimane in capo al cittadino, un’altra in capo allo Stato e il restante in capo all’Assicurazione. Per evitare sovraesposizioni immediate da parte delle Assicurazioni, lo Stato potrebbe intervenire come fondo di garanzia con percentuale variabile e piano di rientro pluriennale.
Si precisa che l’assicurazione obbligatoria sugli immobili privati non rappresenta la soluzione al problema, ma uno dei possibili passi per avviare un percorso virtuoso e complesso che abbia come meta finale la cultura della prevenzione e della messa in sicurezza di strutture e infrastrutture.

ISIIngegneria Sismica Italiana dal 2011 coinvolge aziende e professionisti, specializzati nelle strutture e nell’ingegneria antisismica,
in un gruppo dinamico e motivato. La mission è divulgare la cultura della sicurezza di strutture e infrastrutture e la promozione del
lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e
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Roma, 05 maggio 2023 – Si è tenuta venerdì 5 maggio l’inaugurazione della nuova sede territoriale di ISI - Ingegneria Sismica Italiana presso ANCE Catania alla presenza di Rosario Fresta, Presidente di ANCE Catania e dell’Ing. Andrea Barocci, Presidente di ISI.
L’inaugurazione segna l’avvio di una nuova collaborazione istituzionale tra le due Associazioni che si colloca nel quadro di un’ampia condivisione sui temi del rischio sismico nonché sulle caratteristiche di complementarità che caratterizzano gli ambiti operativi di ISI e di ANCE.

Venerdì 5 maggio, a latere dell’Assemblea ordinaria degli associati ISI tenutasi nella nuova sede di Catania, è stato aperto un tavolo di lavoro per la definizione di tematiche da sviluppare nell’ambito di iniziative comuni sul territorio. Un tavolo di lavoro molto partecipato cui hanno preso parte i rappresentanti degli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti, dei Geometri, dei Geologi, della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri, della Protezione Civile, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Università di Catania.

Si è trattato di un momento importante di scambio e condivisione e di un’opportunità per ISI -grazie alla preziosa collaborazione di ANCE Catania - di presentarsi ai referenti territoriali e creare le basi per trattare a 360° la materia del rischio sismico, coinvolgendo le migliori energie e risorse professionali e imprenditoriali locali attraverso la programmazione di seminari per i tecnici, incontri con il mondo produttivo e attività divulgative per la cittadinanza.

“Abbiamo accolto con piacere la proposta di ISI – ha commentato il presidente di ANCE Catania Rosario Fresta – La consapevolezza del rischio sismico, il credere nella prevenzione sismica ci hanno spinti ad investire molto sul tema, già in passato con importanti collaborazioni con l’Università di Catania e l’Imperial College di Londra. Ill nostro impegno, se da un lato ci porta a sostenere la ricerca di soluzioni, il più possibile non invasive, per rendere sicuro il costruito, dall’altro ci spinge a mettere in campo azioni che, insieme a professionisti e stakeholders, sviluppino un approccio nuovo, una nuova sensibilità, non legata al solo momento catastrofico. Per questo chiediamo strumenti che agevolino e consentano il miglioramento del patrimonio edilizio, favorendo, ove necessario, anche la sua sostituzione. Riteniamo – ha concluso Fresta – che ognuno di noi abbia il diritto concreto di vivere in case sicure, avere scuole sicure dove mandare i propri figli, infrastrutture sicure, perchè se non è possibile prevenire i terremoti, possiamo certamente evitare la perdita di vite umane e contenere i danni.”


"La nuova sede operativa a Catania, capoluogo ad alto sviluppo economico e realtà particolarmente attenta alla tematica sismica, rappresenta non solo il naturale proseguimento della strategia intrapresa dal Consiglio Direttivo di ISI di avvicinarsi ai luoghi della sismica italiana e radicare maggiormente il rapporto con la società e gli enti di riferimento, ma anche la concretizzazione della volontà di ISI di aprirsi ai territori del sud Italia, teatro dei più importanti terremoti del nostro paese” 
ha dichiarato l’Ing. Barocci che ha poi concluso “Il prossimo passo in tal senso sarà la nostra partecipazione a SAIE Bari dal 19 al 21 Ottobre con PIAZZA ISI, il format che abbiamo presentato per la prima volta nel 2022 alla Fiera delle Costruzioni di Bologna”.


ISI–Ingegneria Sismica Italiana dal 2011 coinvolge aziende e professionisti, specializzati nelle strutture e nell’ingegneria antisismica, in un gruppo dinamico e motivato. La mission è divulgare la cultura della sicurezza di strutture e infrastrutture e la promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori,
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ANCE Catania associa le imprese edili di ogni dimensione e forma giuridica operanti nel settore delle opere pubbliche, dell’edilizia abitativa, dell’edilizia commerciale e della promozione edilizia e le imprese operanti nei settori specialistici. ANCE Catania rappresenta e tutela gli interessi degli imprenditori edili a livello provinciale, promuove l’immagine e gli interessi degli
associati nei confronti delle Istituzioni Pubbliche e di tutte le componenti economiche, sociali, finanziare che operano sul territorio. Rappresenta le imprese in seno ai vari Istituti, loro organi e commissioni. ANCE Catania stipula contratti ed accordi collettivi di lavoro nel proprio ambito territoriale. Gestisce pariteticamente con le organizzazioni sindacali gli Enti per la formazione delle maestranze edili, per la sicurezza nei cantieri (ESEC) e per l’erogazione di prestazioni contrattuali ed extracontrattuali (CASSA EDILE).

Assiste l’impresa con un’attività di consulenza specifica in grado di fornire un supporto completo su: novità di carattere normativo, fiscale, previdenziale e tecnico. Valorizza l’immagine dell’impresa creando nuove opportunità di business e di rete tra gli iscritti. Per ulteriori informazioni sui nostri servizi e finalità visita il sito ->> www.ancecatania.it


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Roma, 23 Maggio 2023 - ISI Ingegneria Sismica Italiana esprime preoccupazione per gli sviluppi che potrebbe avere il nuovo codice dei contratti pubblici, così come formulato nel D.lgs. 36 2023. In particolare, pur comprendendo l’intento ben espresso nei primi tre articoli (principio del risultato, principio della fiducia, principio dell’accesso al mercato) sui quali si basa tutto il resto del codice, ISI ritiene che alcuni passaggi potrebbero generare un effetto esattamente opposto rispetto all’intento: ritardi, aumento dei costi, scarsa qualità del risultato.
I passaggi a nostro avviso critici sono riassunti nel seguito.

Il patrimonio esistente e l’importanza della conoscenza
Risulta evidente come tutta l’impostazione del codice sia basata sulle nuove opere; nel nostro paese non possiamo però prescindere dal patrimonio edilizio esistente, dalle sue peculiarità e necessità. Si pensi per esempio ai borghi storici, vero patrimonio italiano, o a tutti gli edifici con funzioni pubbliche all’interno dei centri cittadini. Per essi, seppure a volte sia auspicabile la rigenerazione e quindi la configurazione come “nuova opera”, risulta necessaria la manutenzione e l’intervento sull’opera esistente.

Con il nuovo codice dei contratti il quadro economico viene formulato nelle fasi preliminari e non all’atto della progettazione definitiva come in precedenza; questo per un’opera nuova può essere condivisibile, in quanto le incertezze sono ridotte alla sola opera di progettazione, ma sull’esistente rappresenta un’incertezza difficilmente gestibile.

Le normative tecniche per le costruzioni (NTC2018) ammettono per gli interventi sulla costruzione esistente una conoscenza di quest’ultima variabile significativamente in funzione delle indagini, diagnostica e ricerche effettuate; a ogni livello di conoscenza è associato un coefficiente di sicurezza: tanto più si conosce la struttura, quanto più si possono abbattere i coefficienti di sicurezza da utilizzare per le verifiche. Su uno stesso elemento, la differenza tra un livello di conoscenza alto e uno basso incide per circa il 35% sulla bontà delle verifiche. Ciò significa che una corretta conoscenza della struttura o infrastruttura esistente, a norma di legge, può incidere notevolmente sulla spesa finale dell’opera; così come una cattiva valutazione iniziale può far cambiare il progetto in maniera significativa con aumenti di spesa e ritardi in quanto si presenteranno imprevisti durante l’esecuzione.

Impostare il quadro economico e le voci di spesa per la conoscenza all’inizio, potenzialmente senza neppure aver visto l’opera, pone un’incertezza enorme sul buon esito della progettazione e dei lavori, prestando il fianco a varianti, contenziosi, responsabilità professionali del RUP, della stazione appaltante, del progettista e del direttore dei lavori.


La necessaria manutenzione e l’assenza nel costo dell’opera
La manutenzione dell’opera da realizzare compare solo come documento necessario per la progettazione, ma non è mai computata in termini economici né inserita all’interno del quadro economico QE.

La normativa tecnica per le costruzioni NTC2018 utilizza alcuni parametri per definire la sicurezza di una costruzione; uno di questi è la vita nominale (Vn), intesa come il numero di anni nel quale la struttura, purché soggetta alla manutenzione ordinaria, deve potere essere usata per lo scopo al quale è destinata. Per esempio, un edificio o un ponte devono avere una vita nominale di almeno 50 anni e in questo arco di tempo deve essere garantita, attraverso la manutenzione, la corretta usabilità e funzionalità dell’opera.

L’opera deve quindi essere vista nel suo ciclo di vita e il suo costo non può prescindere dagli oneri per la manutenzione, soprattutto in questo periodo storico in cui le stazioni appaltanti hanno necessità di pianificazione sia economica che di servizi. Troppe volte negli ultimi anni si sono manifestate chiaramente le conseguenze dell’assenza di manutenzione.


Affidamento diretto e adeguate professionalità
L’affidamento diretto anche con soglie elevate, sebbene risulti comprensibile nell’ottica dei principi generali che regolamentano il codice, sotto diversi aspetti è non condivisibile. Il motivo principale è che la rete delle professioni tecniche ha una possibilità di accesso al mondo delle opere pubbliche molto orizzontale, non verticale basata su specifiche capacità che invece risultano sempre più dirimenti. In sostanza, l’unico vincolo del fatturato porta a un’apertura pericolosa anche verso professionisti che non hanno specifici requisiti di capacità: progettare o dirigere i lavori su un’opera nuova non è la stessa cosa che farlo sul patrimonio esistente, così come risulta ancora diverso il mondo delle infrastrutture, della viabilità o delle reti.

Inoltre, il problema potrebbe venire accentuato nell’affidamento all’impresa esecutrice con la formula della progettazione esecutiva PE ed esecuzione, quando a monte c’è il solo progetto di fattibilità tecnica ed economica PFTE: se quest’ultimo non è redatto in maniera rigorosa (e per sua natura difficilmente il PFTE può esserlo, soprattutto per interventi su opere esistenti) si apre la strada a varianti e contenziosi.


Note sulla sismica
Infine, alcune note nello specifico per quanto riguarda l’approccio alla sismicità del nostro paese.
L’articolo 42 pone in capo alla verifica anche l’autorizzazione sismica ora demandata alle strutture decentrate competenti (ex genio civile). Si rischia in questo modo da una parte di perdere il grande patrimonio di conoscenza delle strutture di controllo terze e superpartes, dall’altra, soprattutto per opere modeste o stazioni appaltanti piccole, di affidare la verifica a professionalità non adeguate.

L’articolo 140 definisce le procedure di somma urgenza per le quali il codice ammette ulteriori semplificazioni in deroga alle procedure ordinarie. Interessante notare che tali procedure possono essere attivate anche allo scopo preventivo nei confronti di tutti gli eventi di cui all’articolo 7 del codice della Protezione Civile (D.lgs. 2 gennaio 2018 n° 1), quindi, paradossalmente, anche per qualsiasi intervento di riduzione del rischio sismico.

Da ultimo, interessante notare che nell’allegato I.7, nel punto in cui si parla dei calcoli delle strutture (articolo 26), vengono (sicuramente per una svista) citate esclusivamente le verifiche statiche e non tutto quanto richiesto dalla specifica normativa tecnica per le costruzioni (NTC2018), ivi comprese le verifiche nei confronti delle azioni sismiche.

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Luana Amadei
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Con il Patrocinio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri

Giovedì 11 Maggio dalle ore 14.00 alle 17.00

Salone Internazionale del Restauro - Ferrara Expo - Sala Boldini 1° piano

L’edilizia storica permea i borghi e i centri storici di ogni città italiana e
la sua sicurezza sismica è stata messa a dura prova nei sismi del XXI secolo:
L’Aquila, Emilia e Centro Italia.

 

In uno studio condotto da ISI - Ingegneria Sismica Italiana per Federcasa, si evidenzia come il 60% degli edifici sono stati costruiti ante 1971 con inadeguate normative sismiche se non addirittura in assenza di norme.
Nel 2012, quando ISI lanciò l’idea di classificare e adeguare tale patrimonio, si avviò un lavoro normativo per considerare la sicurezza come parametro intrinseco ai fabbricati.
Fino ad allora, infatti, solo i fabbricati in fase di ristrutturazione avevano l’obbligo di adeguamento sismico.
La Classificazione sismica fu una svolta che tuttavia non raggiunse pienamente l’obiettivo pensato dall’Associazione, sminuita anche nel provvedimento Super-Sisma Bonus.

Oggi, a fronte delle innovazioni nei materiali strutturali, dei prodotti antisismici e delle tecniche, software e digitalizzazione, tale obiettivo può e deve essere riconsiderato.

Nel Convegno “LA SICUREZZA SISMICA DEL PATRIMONIO EDILIZIO STORICO ITALIANO” organizzato
da ISI - Ingegneria Sismica Italiana in collaborazione con Codis e IBIMI buildingSMART Italy -cui è
stato riconosciuto il Patrocinio del CNI Consiglio Nazionale degli Ingegneri- in programma giovedì 11 maggio al Salone Internazionale del Restauro di Ferrara, si parlerà estesamente di questi concetti.
Apre e modera il Convegno l’ing. Segala che inquadrerà il contesto del restauro strutturale nell’ambito della digitalizzazione mediante strumenti adeguati, hardware e software, alla luce delle consolidate tecniche analitiche, numeriche e degli algoritmi di machine learning per identificare opportunità e attenzioni al fine di ottenere sempre risultati “human certified” ed evitare i fenomeni di “hallucination” che affliggono algoritmi oggi popolari come ChatGPT.
La Prof.ssa Iori e il Prof. Romeo illustreranno il ruolo della storia dell’ingegneria, fondamentale strumento di riconoscimento delle strutture portanti dei beni storici e le inattese riserve di resistenza che i fabbricati, specie nella prima metà del XX secolo, posseggono se ben progettati e ben costruiti.

Il Prof. Scotta e gli ing. Prandi e De Martino tratteranno il tema degli edifici in aggregato che costituiscono una buona parte del patrimonio storico architettonico dei borghi italiani- dei quali ISI si occupa con un gruppo di Ricerca e Sviluppo che sta producendo risultati molto interessanti per l’ingegneria del restauro.
Il tema della digitalizzazione concluderà l’evento. Il Prof. Borin illustrerà come il digitale permetta alle discipline del mondo delle costruzioni di interoperare grazie a formati dati “open”, come dimostrano i primi risultati di un apposito Gruppo di Lavoro dell’Associazione IBIMI-buildingSMART Italia.

Il tema della digitalizzazione coinvolge il paradigma del Digital Twin, il gemello digitale del fabbricato, soprattutto quello storico, nel quale fare convergere i dati del monitoraggio continuo.
Disciplina ora accessibile a bassi costi per la raccolta di big data, per i quali tuttavia è necessario ancora ricercare metodi robusti di interpretazione del dato ai fini della sicurezza statica e sismica. Ne parlerà il Prof. Clementi mostrando la prassi della sorveglianza strumentale continua anche con esempi dal vivo.




PROGRAMMA:
L’appuntamento avrà inizio alle ore 14.00 con i saluti di benvenuto dell’Ing. Andrea Barocci,
Presidente di ISI - Ingegneria Sismica Italiana, dell’Ing. Eduardo Caliano, Presidente di CODIS,
dell’Ing. Anna Moreno, Responsabile affari internazionali e sostenibilità IBIMI e dell’Ing. Irene Sassetti – Consigliere Tesoriere del CNI Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

A seguire gli interventi a cura di:

Prof.ssa Tullia Iori – Università degli Studi di Roma Tor Vergata
La storia dell’ingegneria come strumento per il restauro

Prof. Francesco Romeo – Sapienza Università di Roma
Conservazione e sicurezza delle opere di ingegneria monumentale del Novecento

Prof. Roberto Scotta – Università degli Studi di Padova - Consigliere e Referente del Comitato Scientifico ISI
Limiti normativi ed approccio progettuale agli interventi sugli edifici in aggregato

Ing. Corrado Prandi – Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Borghi Storici” ISI
Il progetto pilota a Castiglione del Terziere in Lunigiana

Ing. Emmananda De Martino – Ingegnere strutturista e componente del Gruppo di Lavoro “Borghi Storici” ISI
Approcci di modellazione e analisi sismica degli aggregati edilizi nei borghi storici

Ing. Paolo Borin – Università di Brescia - IBIMI bSItalIa
Il modello digitale per la sicurezza dei beni architettonici attraverso l'interoperabilità

Prof. Francesco Clementi – Università Politecnica delle Marche
Il monitoraggio digitale dei beni artistici, esempi in diretta nel centro Italia ISI -


ISI - Ingegneria Sismica Italiana dal 2011 coinvolge aziende e professionisti, specializzati nelle strutture e nell’ingegneria antisismica, in un gruppo dinamico e motivato. La mission è divulgare la cultura della sicurezza di strutture e infrastrutture e la promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti, la cittadinanza. La strutturazione in gruppi di lavoro e il supporto di un Comitato Scientifico d’eccellenza consentono concretezza, competenza e capacità divulgativa.
Maggiori informazioni ->> https://www.ingegneriasismicaitaliana.com

Codis è un’associazione nata con lo scopo di tutelare, promuovere e valorizzare tutte le figure professionali ed aziendali inerenti al mondo della Diagnostica e la Sicurezza delle Strutture Infrastrutture e Beni Culturali. L’idea è quella di riunire tutta l’eccellenza della Diagnosi Strutturale. Crede nella ricerca e nella divulgazione per il miglioramento delle tecnologie e metodologie nel campo della diagnostica. Gli associati di Codis, collaborando attivamente tra loro, formano un Network sempre aggiornato in grado di soddisfare ogni esigenza tecnica. Con i suoi associati e i professionisti dell’Ingegneria Civile e Industriale manterrà sempre aggiornata la messa a punto di nuove metodologie d’indagine.
Maggiori informazioni ->> https://www.associazionecodis.it

IBIMI BuildingSMART
IBIMI – Istituto per il BIM in Italia – è un’associazione no-profit registrata al MISE ai sensi della legge 4 del 2013, mira a generalizzare gli usi del BIM, svolgendo un ruolo unificante tra tutti gli attori del settore delle costruzioni. Riunisce studi di progettazioni, studi professionali, ma anche grandi committenze, istituti di formazione e ricerca e software house. IBIMI è anche il capitolo italiano di buildingSMART International la cui missione è facilitare in modo proattivo l’uso e la diffusione di standard aperti per la gestione dei dati che consentano a tutti gli attori coinvolti nel ciclo di vita di edifici e infrastrutture di aumentare guadagni e opportunità di crescita, focalizzandosi sulla standardizzazione di processi, flussi di lavoro e procedure per l’openBIM.
Maggiori informazioni ->> www.ibimi.it e www.buildingsmartitalia.org.

 

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“Chiudere una scuola dopo una scossa non implica una attenzione alla sicurezza da parte delle Istituzioni, ma un modo improvvisato di fare prevenzione”.
il commento dell’Ing. Silvia Bonetti Consigliere di ISI- Ingegneria Sismica Italiana

Roma, 14 marzo 2023 - 9 marzo 2023 ore 16.05. Nella sala operativa della protezione civile suona l’allarme. Evento poi stimato in Mw 4.3 localizzato nei pressi di Umbertide in Umbria. Protezione Civile allertata, i Governatori emanano ordinanze, i giornalisti informano e documentano, i Sindaci chiudono le scuole. Più tardi dopo un secondo evento Mw 4.5 si chiudono anche gli uffici regionali. Non è la prima volta, ma una prassi consolidata: quando l’esperienza non insegna, si continua ad attuare le medesime procedure che nulla hanno a che fare con la prevenzione, perché il rischio sismico nel nostro paese è una certezza e non una fatalità. E forse questo non è ancora chiaro proprio a tutti.


Sulla “moderata scossa di terremoto” (Mw 4.5) con epicentro Umbertide e la relativa chiusura delle scuole, condividiamo le considerazioni dell’Ing. Silvia Bonetti, Consigliere di ISI-Ingegneria Sismica Italiana.

 

Le scuole dovrebbero essere edifici sicuri. Più sicuri delle nostre case. Non lo dico io, non lo dice un gruppo di mamme, ma una normativa. Esiste a monte (a partire dal 2003) anche un’altra norma che prevedeva che TUTTE le scuole venissero valutate in termini di sicurezza. Inutile dire sia la norma più disattesa della storia, perché ad oggi il lavoro non è finito. È vero che tale norma non prevedeva l’obbligo della messa in sicurezza, ma è anche vero che edifici con particolare fragilità, secondo precise circolari di protezione civile, dovevano essere inseriti in un piano di messa in sicurezza o declassati”. commenta Silvia Bonetti che conclude Chiudere una scuola dopo una scossa non implica una attenzione alla sicurezza da parte delle Istituzioni, ma un modo improvvisato per fare prevenzione. Una scossa di terremoto forte può avvenire senza alcun preavviso come è accaduto in Turchia. Può succedere al mattino durante lo svolgimento delle lezioni con le scuole aperte. Un terremoto non suona la campanella, non manda un fax di preavviso. Può anche avvenire dopo uno sciame con eventi moderati o strumentali. E vale il viceversa, una scossa di magnitudo moderata non sempre (è raro) evolve in eventi importanti. Potrebbe accadere, ma anche no. E non si fa prevenzione giocando a dadi. Vi sono dunque due possibilità: le scuole sono sicure quindi inutile chiuderle oppure non sono sicure, quindi occorre metterle in sicurezza velocemente. Tertium non datur. In conclusione, abbattere il rischio chiudendo a caso un paio di giorni le scuole non porta a nulla.”

ISI Ingegneria Sismica Italiana dal 2011 coinvolge aziende e progettisti specializzati nell’ingegneria sismica in un gruppo dinamico e motivato. La mission è svolgere un ruolo di divulgazione della cultura della protezione sismica e la promozione del lavoro degli associaticomunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti. La strutturazione in gruppi  di lavoro e il supporto di un Comitato Scientifico d’eccellenza consentono CONCRETEZZA, COMPETENZA e CAPACITÀ DIVULGATIVA.

 

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“A meno che non si paghino 20.000 euro di tasse all’anno, il Sismabonus è diventato un’opportunità solo a vantaggio di chi gli interventi strutturali se li può economicamente permettere” dichiara l’Ing. Andrea Barocci Presidente di ISI - Ingegneria Sismica Italiana.

 

Roma, 17 Febbraio 2023 - “Oltre all’allarme economico lanciato da Ance, il Decreto legge appena approvato permetterà interventi di adeguamento sismico esclusivamente a coloro che hanno capienza economica” commenta l’Ing. Andrea Barocci Presidente di ISI - Ingegneria Sismica Italiana che prosegue “La cancellazione dell’art. 121 del D.L. 34/2020, infatti, vede coinvolte anche le pratiche inerenti al Sismabonus. Pratiche che auspichiamo tutti siano in grado di espletare per mettere in sicurezza le proprie abitazioni e per far si che anche lo Stato riduca il proprio intervento economico dopo ogni terremoto. La cessione del credito e lo sconto in fattura erano dunque un ottimo strumento per dare la possibilità anche ai meno capienti di intervenire strutturalmente. Consideriamo, infatti, che l’80% del nostro patrimonio edilizio è costituito da edifici dei centri storici e da condomini che ospitano situazioni di disomogeneità economica. A questo punto potrà adeguare il proprio edificio solo chi avrà i soldi per farlo. Vogliamo ricordare che quando il terremoto accade colpisce tutti, quindi lo Stato dovrà nuovamente intervenire per coloro che non hanno la capienza economica per potere usufruire dei bonus. Un cane che si morde la coda. Per intenderci, a grandi linee, a meno che non si abbiano tasse da pagare per circa 20 mila euro annui, le detrazioni fiscali non saranno più vantaggiose”.

Ingegneria Sismica Italiana ritiene si tratti di un provvedimento iniquo e non democratico a vantaggio di pochi e a svantaggio di tanti. Un provvedimento che si allontana completamente dal concetto di prevenzione sismica sulla quale si sta lavorando. Chi dovrà intervenire in caso di terremoto sarà nuovamente lo Stato; tanto valeva quindi lasciare quei soldi a disposizione di tutti e proseguire con lo strumento della cessione del credito.

 

ISI – Ingegneria Sismica Italiana dal 2011 coinvolge aziende e progettisti specializzati nell’ingegneria sismica in un gruppo dinamico e motivato. La mission è svolgere un ruolo di divulgazione della cultura della protezione sismica e la promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti. La strutturazione in gruppi di lavoro e il supporto di un Comitato Scientifico d’eccellenza consentono CONCRETEZZA, COMPETENZA e CAPACITÀ DIVULGATIVA.

 

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“Se il cittadino non è consapevole del proprio rischio non potrà mai agire per la messa in sicurezza dell’abitazione”
così l’Ing. Andrea Barocci Presidente dell’Associazione Ingegneria Sismica Italiana



Roma, 13 Febbraio 2023 - C’è terremoto e terremoto, la Turchia e la Siria insegnano. Quello appena verificatosi è un evento catastrofico, ma prevedibile. Si tratta, infatti, di aree inserite nell’intersezione di 3 faglie assolutamente e fortemente interessate da questi fenomeni e con una memoria molto fresca: nel 1999 si è verificato un terremoto di intensità simile (7.5) e ha provocato 17.000 vittime.

La Turchia in merito all’antisismica ha una normativa che risale al 1998, più recente della nostra. Nel 2012 il governo turco aveva varato un piano che interessava la maggior parte del paese (il cui 70% è in zone ad elevato rischio sismico) con degli stanziamenti di oltre 400 miliardi di euro per demolire e ricostruire edifici non idonei, circa 6.5 milioni, il più grande piano urbanistico mondiale.

Possiamo
quindi affermare che in quel paese la consapevolezza sia particolarmente alta.
In relazione alla consapevolezza, possiamo dire la stessa cosa per l’Italia? In Italia ci allarmiamo e fanno notizia terremoti anche inferiori a 4 gradi di magnitudo che generalmente non provocano danni e non devono essere percepiti come un rischio. Un terremoto di media/alta intensità - superiore ai 4 gradi di magnitudo - incide invece a livello umano ed economico.
Quello che è successo in maniera eclatante in Turchia e Siria lo abbiamo vissuto anche noi, ma in scala minore, in Italia, paese con un patrimonio di edilizia pubblica e privata datato e con edifici storici particolarmente vulnerabili. Il nostro patrimonio edilizio per il 70-75% è stato realizzato in assenza di criteri antisismici (prima della fascia temporale ‘81-‘85) e nei cittadini non esiste una consapevolezza: il sisma viene dimenticato troppo in fretta e rimane esclusivamente nella memoria di chi lo ha subito. Considerato che il nostro paese è zona sismica, il tutto si scontra con una scarsa memoria o con una volontà a voler rimuovere anche dal punto di vista normativo e governativo ciò che è accaduto.

La consapevolezza del cittadino rimane dunque l’anello debole. Ciascuno è libero di convivere con il rischio, ma deve essere presente l’obbligo di informare sulla sua possibile entità e sull’opportunità di conoscerlo.
Per essere chiari:
perché se in una compravendita viene indicata la classe di efficientamento energetico, non viene comunicato anche il livello di rischio sismico? Perché un genitore non ha il diritto di sapere il rischio sismico della scuola frequentata dai propri figli? Il punto è che se il cittadino non è consapevole, non potrà mai agire per la messa in sicurezza dell’abitazione e non deciderà mai come misura di prevenzione di intervenire strutturalmente. Poi sceglierà lui quali rischio assumersi.
Anche qui però si solleva una criticità. Vediamo dal punto di vista economico cosa è accaduto in Italia finora.
Chi interviene per sopperire al disastro causato dai terremoti? Lo Stato. Un evento sismico è un affare di Stato e di conseguenza un affare di tutti noi
.

Al netto di una scelta individuale di ogni singolo cittadino, lo Stato subentra per ripristinare la condizione abitativa precedente, ancorché non adeguata. Sappiamo esattamente quanto lo Stato ha speso e lo sappiamo perché quando lo Stato è intervenuto per far fronte ai terremoti, ha dovuto inserire delle accise sui carburanti esattamente nella quantità di 12 centesimi per litro a partire dal ’68.
Anche questa è una tassa,
una tassa che tutti paghiamo.

Da un rapporto della Camera, in totale dal 1968 al 2015 si parla di un costo attualizzato dei terremoti pari a 121 miliardi di euro (che considerando anche gli ultimi eventi ha ormai raggiunto i 170 miliardi) e un gettito dato dall’incremento delle accise pari a 261 miliardi di euro.
Il fattore economico dunque è fondamentale ed è uno di quegli aspetti che non possiamo dire di non conoscere.

Criticità e opportunità per bonus fiscali: tipologia di interventi e consapevolezza del cittadino.
Se parliamo di Sismabonus dobbiamo per forza parlare di tipologia di interventi. Il Sismabonus è nato con la finanziaria del 2017 e prevedeva che più l’edificio veniva migliorato, più la detrazione era importante (da 70% a 85%). Con il Super Sismabonus (110%) questa cosa è stata bypassata e quindi qualsiasi intervento strutturale poteva rientrare nella percentuale di detrazione.

Ciò che Ingegneria Sismica Italiana ha sempre affermato è la necessità di dare al cittadino la conoscenza del rischio del proprio immobile.
Qualora l’intervento non sia finalizzato al miglioramento antisismico, imporre l’obbligo della valutazione di sicurezza ed eventualmente dell’installazione di un sistema di monitoraggio, dando la possibilità di portarli in detrazione.

Purtroppo la comunicazione legata ai Superbonus è stata improvvida e tutta incentrata sull’intervento a costo zero piuttosto che sull’efficacia dell’intervento stesso.

ISI – Ingegneria Sismica Italiana dal 2011 coinvolge aziende e progettisti specializzati nell’ingegneria sismica in un gruppo dinamico e motivato. La mission è svolgere un ruolo di divulgazione della cultura della protezione sismica e la promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti. La strutturazione in gruppi di lavoro e il supporto di un Comitato Scientifico d’eccellenza consentono CONCRETEZZA, COMPETENZA e CAPACITÀ DIVULGATIVA.


 

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A nulla serve un buon intervento di riqualificazione se è stato applicato su un edificio strutturalmente non idoneo.
ISI rammenta che intervenire dopo il disastro ha un costo sei volte maggiore di una buona azione di prevenzione.


L’Europa rilancia la posta su un parco immobiliare dell’unione ancora più green e cresce l’attesa per il 9 febbraio, data in cui a Bruxelles si voterà in commissione sulle nuove norme proposte. La cosiddetta direttiva “green”, lo ricordiamo, prevederebbe per tutti gli immobili residenziali dei Paesi della UE l’obbligo di raggiungere classi energetiche più prestazionali entro il 2030; ANCE ha già stimato che l’impegno per il nostro Stato sarebbe superiore a quelli sostenuti per il 110%.
Sull’argomento interviene ISI - Ingegneria Sismica Italiana che per voce del suo presidente Andrea Barocci commenta così le notizie che si stanno rincorrendo a più livelli.

“Ci auguriamo -spiega Barocci- che nell’ipotesi sia dato corso a nuovi obblighi o aiuti economici da parte dell’Europa legati all’efficientamento energetico, vengano inclusi dal nostro Governo provvedimenti tali da aumentare, almeno, la conoscenza della sicurezza dell’immobile da efficientare. Siamo consapevoli della maggiore attenzione che l’UE ha per i temi legati alla sostenibilità, ma non possiamo prescindere dalla nostra realtà di paese sismico che periodicamente deve leccarsi le ferite e utilizzare ingenti risorse per intervenire dopo l’ennesimo disastro”.
ISI da tempo rimarca la necessità di incrementare la conoscenza e la consapevolezza del rischio sismico nei diversi livelli della società e pur comprendendo l’opportunità e la strategia “eco”, soprattutto in questo periodo storico, non si può non riconoscere che in Italia vi siano terremoti distruttivi mediamente ogni cinque anni e in questi casi a nulla serve un buon intervento energetico se è stato applicato su un edificio strutturalmente non idoneo. Tra le proposte di ISI per rendere più virtuose queste politiche, vi è ad esempio l’obbligatorietà della verifica di sicurezza e l’agevolazione dell’installazione di sistemi di monitoraggio qualora su un immobile si fruiscano incentivi per il solo eco-bonus.

Tra l’altro continua Barocci- da tempo il Governo è perfettamente a conoscenza del grande sforzo economico necessario dopo un evento sismico. Dal 1968 a oggi sono stati necessari circa 170 miliardi di Euro, attualizzati, coperti per intero dalle accise sui carburanti. Proprio in questi giorni in cui infuria il dibattito sul costo della benzina, sempre nell’ottica della consapevolezza, è fondamentale che ogni cittadino sappia che circa 12 centesimi di Euro per litro di carburante sono tasse introdotte per coprire l’esborso dello Stato dopo gli innumerevoli terremoti”.


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Roma, 27 ottobre 2022 – Ricorre il 31 ottobre prossimo l’anniversario dei vent’anni dal crollo della scuola elementare “F Jovine” a San Giuliano di Puglia, in Molise. Da allora è sicuramente cresciuta la cultura della prevenzione ma, come già evidenziato in una recente comunicazione dell’Associazione ISI – Ingegneria Sismica Italiana, solo il 7% degli edifici nazionali sono progettati secondo la normativa antisismica, in base a quanto riporta il XX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola”, presentato a settembre da Cittadinanzattiva. In Molise, anche per la consapevolezza cresciuta dopo l’avvenimento traumatico del 2002, la percentuale è più alta rispetto a quella nazionale, con 11,7% di edifici progettati secondo la normativa: 34 edifici sui 289 del territorio regionale.

L’edilizia scolastica, e quella pubblica in generale, seguono le stesse dinamiche e lo stesso andamento storico degli sviluppi sociali e legislativi a scala territoriale. La prima normativa antisismica nazionale è la Legge 64 del 1974, che ha avuto poi necessità di circa altri 10 anni per la sua adozione da parte delle Regioni; è evidente come molti degli edifici scolastici nei primi anni ’80 fossero già costruiti.

Nel 2003 è stata emanata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n° 3274 che obbligava gli enti gestori a effettuare le verifiche di sicurezza su tutti gli edifici rilevanti e strategici, quindi anche sulle scuole, entro 5 anni (poi sistematicamente prorogati con i “milleproroghe”).

Il numero di verifiche effettuate fino a oggi è dipeso da: sensibilità dell’ente, conoscenza della materia e delle responsabilità connesse, disponibilità economiche.

Il presidente di ISI, ingegner Andrea Barocci, dall’osservatori dell’Associazione, evidenzia come: “Ora, e ogni anno di più, ci troviamo in situazioni oggettivamente critiche per quanto riguarda la sicurezza, soprattutto considerando che le scuole, per legge, dovrebbero essere più sicure rispetto alle abitazioni degli studenti stessi, rappresentando un luogo di aggregazione, rifugio ed eventualmente essere utilizzate anche per finalità di Protezione Civile”.

In questo periodo storico, complici anche una serie di eventi, è chiaro come la sensibilità di enti gestori e società sia molto aumentata. Purtroppo aumenta anche la vetustà del patrimonio e i problemi al di là dell’eventualità del terremoto: quando avvengono crolli come quello, solo ultimo caso, dell’aula magna dell’università a Cagliari, è palese come alcuni edifici non abbiano neppure “risorse” proprie e quindi è difficile immaginarli a resistere nei confronti di un evento sismico

Rimane comunque il nodo delle risorse disponibili, che potrebbe nel breve periodo essere superata utilizzando fondi del PNRR. Quest’ultimo ha infatti stanziato grandi cifre per l’istruzione, puntando all’innovazione tecnologica, alla didattica 2.0, ai laboratori. Non dimentichiamoci che il preziosissimo contenuto, ancorché innovativo, è inserito in un contenitore che invece, nella maggior parte dei casi, è obsoleto.

Soprattutto, non dimentichiamoci che l’obsoleto contenitore ospita al proprio interno il nostro futuro.

 

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Roma, 12 ottobre 2022 – La sentenza rappresenta un precedente sconcertante; a maggior ragione perché viene associato a una quantificazione economica.
 

Dopo quante scosse è lecito che un cittadino abbondoni la propria abitazione?
E quale intensità devono avere le scosse?
Quale è il tempo minimo prima di poter rientrare?


Ma soprattutto,
Il cittadino è in grado di valutare queste cose?
 

Il Giudice nella sentenza ha assunto che la società abbia cultura e informazioni sufficienti per valutare essa stessa il rischio; questa visione è tanto errata concettualmente quanto miope.



 

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Roma, 12 ottobre 2022 – Del XX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola”, da poco presentato da Cittadinanzattiva, l’Associazione ISI – Ingegneria Sismica Italiana, richiama l’attenzione su dati relativi alla situazione di adeguamento o progettazione a norma sismica. Quindi alla prevenzione che deve essere, concretamente, il principio che ispiri e regoli qualunque intervento.

Solo il 7% degli edifici nazionali sono progettati secondo la normativa antisismica, anche se il quadro è disomogeneo sul territorio nazionale, con Regioni più virtuose rispetto ad altre che hanno un notevole divario da recuperare. Riguardo al rischio terremoto, lo studio riporta che: “Sono 11 le regioni che hanno Comuni in zona 1, ossia ad elevato rischio sismico, ma tutte, ad eccezione della Sardegna, hanno Comuni e scuole in zona 2 (rischio medio-elevato). 4 milioni e 300.000 i bambini ed i ragazzi che risiedono in queste due zone. Eppure gli edifici migliorati e adeguati sismicamente sono soltanto il 2%, mentre quelli progettati secondo la normativa antisismica sono 2.740, il 7% del totale. I risultati migliori si riferiscono a Friuli Venezia Giulia (28%), Umbria (23%), Marche (17%), Molise e Toscana (12%), Veneto (10%). Tra le Regioni meno virtuose: Campania (1%), Lazio (2%), Liguria e Lombardia (3%)". Fonte dei dati: Open Data MIUR – Anagrafe Nazionale Edilizia Scolastica su elaborazione Soluxioni S.r.l

L’edilizia scolastica, e quella pubblica in generale, seguono le stesse dinamiche e lo stesso andamento storico degli sviluppi sociali e legislativi a scala territoriale. La prima normativa antisismica nazionale è la Legge 64 del 1974, che ha avuto poi necessità di circa altri 10 anni per la sua adozione da parte delle Regioni; è evidente come molti degli edifici scolastici nei primi anni ’80 fossero già costruiti.
Nel 2003 è stata emanata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n° 3274 che obbligava gli enti gestori a effettuare le verifiche di sicurezza su tutti gli edifici rilevanti e strategici, quindi anche sulle scuole, entro 5 anni (poi sistematicamente prorogati con i “milleproroghe”). Il numero di verifiche effettuate fino a oggi è dipeso da: sensibilità dell’ente, conoscenza della materia e delle responsabilità connesse, disponibilità economiche.

Ora, e ogni anno di più, ci troviamo in situazioni oggettivamente critiche per quanto riguarda la sicurezza, soprattutto considerando che le scuole, per legge, dovrebbero essere più sicure rispetto alle abitazioni degli studenti stessi, rappresentando un luogo di aggregazione, rifugio ed eventualmente essere utilizzate anche per finalità di Protezione Civile.

In questo periodo storico, complici anche una serie di eventi, è chiaro come la sensibilità di enti gestori e società sia molto aumentata; rimane il nodo delle risorse disponibili, che potrebbe nel breve periodo essere superata utilizzando fondi del PNRR. Quest’ultimo ha infatti stanziato grandi cifre per l’istruzione, puntando all’innovazione tecnologica, alla didattica 2.0, ai laboratori. Non dimentichiamoci che il preziosissimo contenuto, ancorché innovativo, è inserito in un contenitore che invece, nella maggior parte dei casi, è obsoleto. Soprattutto, non dimentichiamoci che l’obsoleto contenitore ospita al proprio interno il nostro futuro.


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Bologna, 24 ottobre 2022 – “Riguardo alle strutture e infrastrutture, e mi riferisco a quelle esistenti, abbiamo una necessita nota che è quasi un’emergenza. Prendiamone atto e trasformiamola in opportunità. Abbiamo chiamato qui tutti i soggetti della filiera che in questo senso vanno coinvolti: ANSFISA, ANCE, CNI e CSLLPP”.
Così l’ingegner Andrea Barocci, presidente di ISI, ha introdotto la tavola rotonda “La sicurezza sismica delle strutture e infrastrutture: problema o opportunità?" che si è tenuta al SAIE di Bologna la mattina di venerdì 21 ottobre ed è stata moderata dal giornalista Giancluca Semprini.
Barocci ha poi aggiunto:
"Ci siamo disinteressati per molti anni di aspetti così delicati e non è cresciuta una cultura tecnica e legislativa, senza dimenticare che i mancati investimenti sulle infrastrutture hanno dei costi sociali che ricadono sui cittadini. Come ISI abbiamo l’obiettivo di attuare delle strategie comuni, mettendo a disposizione tutte le nostre competenze interne“.

Emanuele Renzi, Direttore generale ANSFISA, ha parlato dell’importanza di arrivare ad una prevenzione stabile, superando la gestione emozionale che si ha a seguito di un evento catastrofico. Il rischio va invece valutato e gestito quantificandone il livello “accettabile” per ogni singola infrastruttura attraverso metodologie standardizzate e valutazioni uniformate. In merito al censimento in atto, ha ad esempio precisato che per i ponti, tra le categorie infrastrutturali, si prevede che i Comuni completino il censimento entro il 2024 con caratterizzazione della classe di rischio.

Sulla sensibilità in ambito sismico, il presidente del CNI Armando Zambrano ha riaffermato come salga e scenda in base alla lontana o vicinanza dell’emergenza e la prossima pubblicazione sull’atlante riguardante l’azzardo sismico nelle città d’Italia servirà a dimostrare come ci sia la dimenticanza nel tempo dei terremoti. L’auspicio è che questa testimonianza contribuisca e richiamare la memoria per accrescere la consapevolezza del problema dando continuità a interventi di prevenzioni sismica.

Massimo Angelo Deldossi vicepresidente ANCE, con delega a tecnologia e innovazione, ha invece puntualizzato il valore della digitalizzazione che sta determinando lo scatto in avanti che l’edilizia sta facendo e come le imprese più avanzate stiano tenendo sotto controllo i cantieri proprio attraverso la digitalizzazione. Importante anche che si applichi la giusta tecnologia per ogni edificio.

Sul Sisma bonus si è concluso con un accenno alla comunicazione iniziale del provvedimento: improvvida e poco corretta. La comunicazione si sarebbe dovuta incentrare sulla possibilità data al cittadino di conoscere lo stato del proprio edificio attraverso Il monitoraggio, per aumentare la consapevolezza sullo stato del bene, mentre paradossalmente, con il bonus si può applicare un cappotto termico senza avere informazioni sullo stato della struttura che si andrà a rivestire. In tal senso sarebbe fondamentale poter usufruire dei benefici per installare un sistema di monitoraggio.



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Roma, 4 ottobre 2022 – Quali sono le sfide principali che l’Italia si troverà ad affrontare in tema di costruzioni e infrastrutture nei prossimi anni? Quali le strategie e le azioni da mettere in atto? Con l’obiettivo di dare risposte a queste e altre domande, l’Associazione ISI- Ingegneria Sismica Italiana organizza “La sicurezza sismica delle strutture e infrastrutture: problema o opportunità”, tavola rotonda che si terrà venerdì 21 ottobre al Siae di Bologna.

Il convegno, moderato dal giornalista Gianluca Semprini, vedrà la presenza di importanti relatori provenienti dalle componenti fondamentali per la filiera nazionale: la normazione e il controllo (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici CSLLPP e Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali ANSFISA), la progettazione (Consiglio Nazionale Ingegneri CNI) e l’esecuzione con ANCE -Associazione Nazionale Costruttori Edili.


Prenderanno parte alla tavola rotonda: il direttore di ANSFISA Domenico De Bartolomeo, il vicepresidente ANCE Massimo Angelo Deldossi e Armando Zambrano, presidente CNI. È stato inoltre invitato Massimo Sessa, presidente Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Collateralmente al tema legato alle strutture e infrastrutture esistenti, il patrimonio edilizio costruito, strade e ferrovie, il futuro della sicurezza antisismica gli argomenti affrontati saranno: ricerca, progettazione, diagnostica, monitoraggio, interventi, rigenerazione, rischio sismico.


Oltre che con questo incontro, ISI - Associazione Ingegneria Sismica Italiana sarà presente a Saie 2022, la Fiera delle Costruzioni, Progettazione, Edilizia e Impianti in programma dal 19 al 22 ottobre a Bologna Fiere, con un nuovo format: PIAZZA ISI.

PIAZZA ISI è il luogo ideato dall’Associazione per l’appuntamento più importante dell’anno per il comparto, dove si incontreranno gli esperti del settore della progettazione e delle tecnologie in ambito sismico. Uno spazio esteso, articolato e tematico in cui s’intende mettere in relazione i visitatori con le aziende e i professionisti che portano alla manifestazione le loro conoscenze, l’evoluzione di prodotti, i materiali e sistemi, il risultato dei progressi e l’attualizzazione della loro ricerca.

A proposito di questa nuova modalità di partecipazione a SAIE, Andrea Barocci Presidente di ISI dichiara:
“La nostra Associazione sin dalla sua nascita ha collaborato con SAIE. Quest’anno, con la realizzazione di Piazza ISI, vogliamo evidenziare le nuove prospettive che le aziende e i professionisti che rappresentiamo hanno già iniziato ad affrontare con volontà e determinazione: accogliere le opportunità e le sfide che questo periodo storico, inaspettato, ci pone davanti. La convinzione che ci ha sempre guidato è che si cresce solo se si lavora assieme, guardando tutti dalla stessa parte. In questo sarà l’importanza della piazza così come dell’evento di alto profilo da noi organizzato, in uno scambio continuo di aggiornamenti, sapere, informazioni a favore di tutti coloro che appartengono alla filiera delle costruzioni, delle strutture e infrastrutture, della sismica”.


Nello specifico, PIAZZA ISI ospiterà al suo interno lo spazio espositivo istituzionale dell’Associazione Ingegneria Sismica Italiana, gli stand di singole aziende e professionisti - 17 in totale - che esporranno i propri servizi, le proposte tecnologiche, attività ed esperienze di progettazione antisismica e tante iniziative di approfondimento, incontro e dialogo.


PIAZZA ISI COME AREA D’APPROFONDIMENTO
Competenze e aggiornamento accomuneranno i protagonisti presenti e saranno filo conduttore dei numerosi eventi previsti, che copriranno le intere giornate di SAIE: Speech aziendali di 30 minuti, dedicati ad approfondimenti tecnici e confronto tra gli esperti dell’ingegneria sismica, e Speech a cura di ISI per illustrare le attività e i progetti in corso all’interno dei gruppi di lavoro.


CHI È ISI:
ISI dal 2011 rappresenta aziende e progettisti specializzati nell’ingegneria sismica in un gruppo dinamico e motivato. La mission è svolgere un ruolo di divulgazione e promozione del lavoro degli associati, comunicando allo stesso tempo con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, la comunità accademica e scientifica, il mondo industriale e quello dei professionisti. La strutturazione in gruppi di lavoro e la solida presenza di un Comitato Scientifico d’eccellenza consente concretezza, flessibilità e capacità divulgativa.

 

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Roma, 20 settembre 2022

Essere più vicini alle Istituzioni per intensificare il dialogo con i decisori sulle questioni legate alla sismica, agire da una posizione baricentrica rispetto al territorio nazionale e consolidare le collaborazioni con enti, università, aziende e professionisti privilegiando relazioni dirette favorite da una maggiore prossimità.

Come risultato di questi obiettivi, il 15 settembre è stata ufficialmente inaugurata la nuova sede dell’Associazione Ingegneria Sismica Italiana - ISI che da Milano porta gli uffici a Roma, nella centralissima posizione di Via Del Colosseo. Il Presidente di ISI, ingegner Andrea Barocci commenta così questa scelta: “La nostra Associazione sta vivendo un periodo di forte crescita, e non è più possibile prescindere da una maggiore vicinanza agli organi decisionali al fine di rendere ancora più efficace la nostra azione, oltre ad un maggior coinvolgimento del centro-sud del paese, dove sono racchiuse le principali zone sismiche e un grande know-how costituito da università, aziende, professionisti.

La sede è diventata da subito operativa: si è infatti tenuto il Consiglio Direttivo, il primo a Roma, nel quale sono state discusse le attività in essere come la partecipazione al prossimo SAIE di Bologna (19-22 ottobre 2022) nel quale l’associazione sarà presente con “Piazza ISI”, spazio che alla manifestazione farà incontrare gli esperti del settore della progettazione e delle tecnologie in ambito sismico, a favore di tutti coloro che appartengono alla filiera delle costruzioni, delle strutture e infrastrutture e, appunto, della sismica.

Sul tavolo del Consiglio, anche le scelte strategiche che indirizzeranno l’attività di ISI nel prossimo triennio.

 

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Milano, 31 Agosto 2022

Il sisma, al centro dell’attenzione mediatica nei giorni della triste ricorrenza dal terremoto di Amatrice e per la visita all’Aquila di Papa Francesco domenica scorsa, è invece incomprensibilmente assente dai programmi politici dei partiti impegnati in campagna elettorale.

Un silenzio preoccupante, considerando l’alto rischio sismico dell’Italia e la fragilità di molta parte del costruito, strutture e infrastrutture.

L’Associazione Ingegneria Sismica Italiana - ISI ha analizzato le proposte dei maggiori schieramenti e, tranne in un caso, al sisma e ai piani di prevenzioni per ridurne gli impatti in caso di accadimenti, non si fa riferimento. Se non in termini generici o relativi ai soli bonus.

Amnesia o sottovalutazione? In una fase in cui l’attenzione alla programmazione delle spese da parti di tutti gli attori economici e istituzionali è strategica, evidenziamo che il terremoto sarà sempre più un costo (purtroppo certo) e alto se si tarderà ad investire sulla prevenzione.

Dal proprio osservatorio e ruolo, l’Associazione Ingegneria Sismica Italiana ISI (che è apartitica e non intende prendere posizioni in tal senso) chiede di considerare i futuri costi di mancata pianificazione e promuovere una sensata politica di mitigazione del rischio su tutto il territorio nazionale.

A supporto, presenta il proprio contributo attraverso il documento 2021-2026-2031 Manifesto per il futuro dell’Ingegneria Sismica Italiana. La sicurezza sismica del patrimonio edilizio e infrastrutturale nel piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Sarà nostra cura far recapitare ai principali partiti il nostro Manifesto, per contribuire all’attuazione di politiche a medio e lungo termine che abbiano visione di ampio respiro.

 

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Il nuovo Consiglio, che si è riunito dopo i lavori dell’Assemblea tenutasi in modalità virtuale come per la precedente elezione, ha riconfermato Presidente l’Ingegner Andrea Barocci (IDS Ingegneria Delle Strutture) e attribuito le altre cariche: Vice Presidente Ing. Luca Zordan (fischer Italia Srl), Tesoriere Dott. Marco Manganello (Ecosism Srl) e i consiglieri Ing. Paolo Baccarini (Hilti Italia Spa), Ing. Silvia Bonetti (Seismic & Structures Srl), Ing. Davide Campanini (Kerakoll Spa), Ing. Gian Paolo Colato (Fip Mec Srl), Ing. Luca Ferrari (Harpaceas Srl), Ing. Gabriele Miceli (ETS Srl), Ing. Luciano Migliorini (AMV Srl), Prof. Ing. Paolo Riva e Prof. Ing. Roberto Scotta come associati individuali, Ing. Paolo Segala (CSP Fea s.c.). Una squadra che per la sua composizione, come del resto l’Associazione, rappresenta tutta la filiera dell’ingegneria sismica.

Il presidente Andrea Barocci ha commentato in proposito: “Gli associati hanno scelto una visione futura nel segno della continuità. Oltre alla riconferma della gran parte del Consiglio uscente si sono aggiunte nuove importantissime professionalità che permetteranno, con ancora più energia, di concludere i lavori iniziati nella scorsa consiliatura e attuare i progetti che questa maggioranza ha già iniziato ad impostare. A una visione molto forte e determinata, si aggiunge la certezza dell'avere a fianco i coordinatori dei gruppi di lavoro, vera anima della nostra associazione, catalizzatori dei migliori professionisti ed estensori di formazione, articoli tecnici, documenti. L'esito di queste elezioni conferisce quindi, a me come Presidente e a tutta la squadra di Consiglieri che ha deciso di seguirmi, una grande responsabilità: continuare con decisione la crescita, l'inclusività, l'apertura. Grazie a tutti gli associati che ci hanno dato fiducia, guardando al futuro!”.

Nel corso dell’Assemblea sono stati presentati i risultati ottenuti durante il 2021: l’evento celebrativo del Decennale ISI, tenutosi a Roma il 14 ottobre 2021; la pubblicazione di “2021 – 2026 – 2031 Manifesto per il futuro dell’Ingegneria Sismica Italiana”, i corsi con erogazione dei CFP, i webinar di aggiornamento, la nuova area del sito web istituzionale e il servizio “Profession-ISI”, la sezione “L’esperto risponde” su quesiti normativi, gli studi dei gruppi di lavoro. I prossimi impegni andranno sempre nella direzione di proposta di contenuti, di creazione di sinergie, con un obiettivo molto importante, tra tutti: la WCEE World Conference on Earthquake Engineering che si terrà a Milano nel 2024.

 

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24 febbraio 2022

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto iniziare il proprio mandato con una presenza istituzionale ricca di significato, scegliendo Norcia come prima visita ufficiale del settennato.

 

L’atto del Presidente Mattarella ha sicuramente anche la duplice funzione, accanto all’omaggio alle vittime dei territori colpiti, di sollecitare una veloce ed efficace ricostruzione, che per tutti gli attori della sicurezza va letta come una sollecitazione a promuovere una sensata politica di mitigazione del rischio su tutto il territorio nazionale.

 

La scienza non consente ancora di prevedere quando, dove e come avverrà un terremoto severo nelle nostre città e nei nostri borghi, ma l’ingegneria e la tecnologia consentono di prevederne gli effetti e di gestire il rischio. Va ricordato che, oltre alla salvaguardia della vita umana, gli effetti dei terremoti sul nostro costruito, sulle attività produttive e sui beni culturali e artistici incidono con una spesa quantificabile in 3 miliardi all’anno, conteggiando gli eventi dal terremoto del Belice ad oggi e senza contare i costi della pura emergenza.

 

L’Associazione ISI - Ingegneria Sismica Italiana ha contribuito con funzioni di segreteria tecnica per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’incardinamento della Classificazione Sismica dei fabbricati che ha visto poi applicazione nel disposto normativo del Sismabonus, associato alla finanziaria 2017. Occorre ricordare come gli strumenti fiscali, utili per un incentivo di un reale miglioramento sismico delle strutture, per loro natura necessitano di un arco temporale di medio e lungo termine e possono avere effetti solo su periodi di pari lunghezza. È importante quindi che i decisori in primis colgano la portata di strumenti legislativi incardinati chiari, certi e duraturi, per consentire un possibile incremento della sicurezza sismica del nostro paese e perché gli effetti di terremoti severi possano un giorno rimanere nella memoria popolare e non cronaca di attualità.

 

Guardando a Norcia, la città benedettina è il luogo simbolo della crisi sismica che, considerando il solo primo anno, a partire dal 24 agosto 2016, ha visto sequenze con numeri impressionanti. Nella zona che si estende da Pizzoli a Camerino si sono contati ben 82 eventi di Magnitudo superiore al 4, di cui ben 11 con magnitudo superiore al 5, senza contare le migliaia di scosse di magnitudo inferiore, il tutto articolato su 4 zone epicentrali principali, dalla città di Amatrice, alla zona di Visso, a Norcia a zona di Montereale e Capitignano.

 

I numeri non devono, comunque e in nessun modo, trarre in inganno. Se infatti le sequenze testimoniano eventi di importanza e gravità insindacabili, non va dimenticato come i territori dell’Appennino centrale, nella loro storia millenaria, abbiano visto il ripetersi, con periodi di accadimento nemmeno eccessivamente lunghi, di crisi sismiche che hanno influito sulla storia e lo sviluppo dei borghi e delle comunità. Innumerevoli sono le testimonianze e non è raro, leggendo qualche documento o cronaca, imbattersi nella minuziosa elencazione dei danni di qualche rovinoso terremoto.

 

Allo stesso modo non va in nessun modo fatto l’errore di ritenere che i territori sismici rimangano relegati a specifiche località del nostro paese, che si ricordano perché sede di terremoti storici la cui eco è giunta sino a noi. Proprio domani, infatti, cade l’anniversario del fortissimo terremoto di santa Costanza del 25 febbraio 1695, evento di magnitudo stimata pari a 6.5 Mw che colpì violentemente il Veneto e provocò gravi risentimenti macrosismici nelle province di Vicenza, Treviso, Verona, Padova e Venezia con effetti devastanti per l’epoca. È paradossale notare come, mentre la memoria collettiva ha mantenuto per secoli il ricordo del grave evento con una celebrazione nell’ambito della “pietas popolare” (si organizzava una processione votiva a Vicenza sino a pochi anni fa), la normativa sismica fino al 2003 ha limitato l’obbligo di progettazione per azioni sismiche a pochi comuni della regione.

 

 

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Contatti Ufficio Stampa Associazione ISI

Donatella Debidda

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Segreteria ISI

Cell. 331 2696084

segreteria@ingegneriasismicaitaliana.it

 

Ribadiscono la necessità di dare una risposta immediata, forte e unitaria al tentativo di bloccare un meccanismo che, dopo tanti anni di sofferenza, a partire dalla crisi del 2008, sta finalmente rilanciando il settore delle costruzioni, che, come ben sappiamo, ha, tra l’altro, un impatto eccezionale sul Pil, sull'occupazione, sull’economia, sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini.
 
Infatti, abbiamo la comune preoccupazione sul rischio che l'articolo 28 del D.L. Sostegni metterà in ginocchio nuovamente, e, probabilmente, irreversibilmente, le prospettive di lavoro di migliaia di imprenditori, professionisti e operatori del settore, seri e corretti nello svolgimento delle proprie rispettive attività, ma anche dei tanti cittadini che auspicano, finalmente, di avere abitazioni migliori e più sicure.
 
In conclusione le sigle aderenti chiedono una modifica urgente in materia di cessione del credito e un tempestivo intervento del Governo anche in un prossimo provvedimento.
 
 
 

I terremoti, soprattutto quando non lasciano alle spalle lutti e distruzione, presentano un ineluttabile vantaggio: in pochi secondi focalizzano l’attenzione sulla sicurezza del costruito in cui si vive, si lavora. Ci si domanda se le scuole in cui studiano i nostri figli sono sicure o gli ospedali, già sotto stress visto il momento storico, siano anche in grado di affrontare senza ulteriori limitazioni eventuali crisi simiche.

Questo non accade solo in appennino centrale, a Gubbio, a Amatrice, all’Aquila o in zone dove spesso sequenze sismiche moderate non fanno nemmeno notizia, accade anche a Milano, a dimostrazione del fatto che nessun territorio è esente da pericolosità sismica e anche eventi di moderata intensità, per le peculiarità dei siti, presentano caratteristiche di risentimento macrosismico importanti.

L’esperienza rispetto alla analisi di edifici esistenti dimostra come la fragilità del costruito, soprattutto rispetto ad eventi di intensità più bassa ma più frequenti, è tanto maggiore nei territori che storicamente hanno meno risentito di terremoti. Ciò è legato in primis - per gli edifici più vecchi - al mancato sviluppo e l’implementazione nel corso del tempo di tecniche costruttive “antisismiche” o di accorgimenti come la regolarità geometrica o la connessione muraria, mentre per gli edifici più moderni o realizzati di recente, al fatto che in Italia vi è l’obbligo della verifica di un edificio per azioni sismiche su tutto il territorio nazionale solo dall’entrata in vigore dell’OPCM 3274 del 2003. Precedentemente i comuni dichiarati sismici e per cui sussisteva un obbligo di calcolo per azioni sismiche erano un numero limitato ricadenti per lo più in zone a sismicità storica più elevata.

Assistiamo quindi al paradosso per cui un evento di magnitudo moderata, fatte salve le amplificazioni di sito e la profondità degli ipocentri, potrebbe comportare un danneggiamento macrosismico maggiore se localizzato a Milano rispetto al medesimo evento localizzato in zone storicamente sismiche come Avezzano o Norcia. Se quindi un territorio non presenta peculiarità sismogenetiche importanti, non può e non deve essere esente da politiche di mitigazione del rischio sismico poiché una bassa pericolosità è talvolta  associata ad una alta vulnerabilità e per territorio ad alta vocazione produttiva e industriale come le zone della Bergamasca e del Milanese, anche ad un rischio legato all’esposizione, quindi alle eventuali altissime perdite economiche correlate a possibili inagibilità o installazione di eventuali zone rosse.

Il prossimo 31 dicembre 2021 vedrà la scadenza del beneficio fiscale denominato “Sismabonus” elaborato dalla legge finanziaria 2017 e esplicitato nell’allegato A del DM 58 28/02/2017 “Linee guida per la classificazione del rischio sismico”. La crisi pandemica iniziata nel 2020 ha visto però l’innesto su tale edificio normativo del ben più famoso “super sismabonus”, che bypassando l’opportunità di una messa in sicurezza basata su un sistema premiale rispetto ai livelli ottenuti, distribuisce benefici fiscali molto alti non necessariamente correlabili a contenuti minimi di sicurezza raggiunti.

Se quindi è urgente e opportuno mantenere incentivi fiscali che consentano di rendere vantaggiosa la messa in sicurezza sismica secondo determinati criteri, è imprescindibile anche che gli strumenti garantiscano la bontà e l’opportunità degli interventi rispetto ad un reale incremento della classe di rischio di ogni singolo fabbricato. Poiché inoltre l’incremento della sicurezza del costruito deve avere un respiro temporale che si concretizza nel medio e lungo termine, è fondamentale che gli strumenti normativi siano assicuati a durate almeno quinquennali anche in relazione alla complessità degli interventi stessi.

 

In allegato un’analisi puntuale dell’evento, a cura di Ing. Silvia Bonetti – Consigliere ISI Ingegneria Sismica Italiana

 

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La mancata proroga al 2023 del Superbonus110% rischia di determinare una significativa riduzione dei cantieri per l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza sismica degli edifici. La decisione di rimandare l’estensione della misura nella prossima Legge di Bilancio creerà solo confusione negli operatori e nei cittadini, con la conseguenza di determinare brusche frenate per le iniziative future e in corso di approvazione, oltreché provocare, tra l’altro, migliaia di contenziosi.

Per questi motivi, le organizzazioni che rappresentano la filiera dell’edilizia hanno organizzato un incontro pubblico con gli esponenti dei principali partiti politici, che si terrà giovedì 6 maggio a partire dalle 10.30 e sarà trasmesso online su www.lafilieraediliziaperilsuperbonus.it  oltreché sui siti e sulle pagine social delle varie organizzazioni promotrici per chiedere con forza la proroga immediata della detrazione fiscale del 110% e far così partire quegli interventi complessi che solo adesso si stanno avviando.

All’evento sono previsti, tra gli altri, gli interventi del già Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del Vicepresidente e coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, del Segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, del responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai, di uno dei leader di Articolo Uno, Pier Luigi Bersani, del Presidente del gruppo parlamentare al Senato di Italia Viva, Davide Faraone, e di esponenti di Fratelli d’Italia. Gli interventi saranno coordinati dal Vicedirettore esecutivo di Radio 24 Sebastiano Barisoni.

 

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COMUNICATO STAMPA
 
 
SUPERBONUS: IMPRESE, LAVORATORI, ARTIGIANI, PROFESSIONISTI, CONDOMÌNI UNITI PER LA PROROGA IMMEDIATA E CON RISORSE CERTE 
 
No a incertezze e a una proroga a singhiozzo della misura per l’efficienza energetica e messa in sicurezza degli edifici determinante per la crescita economica e l’occupazione
 
Tutti gli operatori economici e sociali sono in allarme per l’incertezza che avvolge negli ultimi giorni la decisione del Governo sul futuro del Superbonus 110%.


Finora, infatti, non risulta essere pervenuta alcuna conferma ufficiale sulla proroga della misura, che per poter avere un impatto importante in termini di crescita del settore, della sua filiera e di aumento dell’occupazione, necessita di una durata adeguata, indispensabile soprattutto nel caso di interventi complessi come quelli condominiali e inerenti la demolizione e ricostruzione che impiegano anni per essere attuati. Di qui la necessità di prorogare almeno al 2023 tutte le agevolazioni finora previste adottando una netta semplificazione delle norme vigenti. Eventuali decisioni di rimandare l’estensione del Superbonus alla Legge di Bilancio, che si decide solo a dicembre prossimo, come trapelato in queste ultime ore, avrebbe l’effetto certo di rallentare, se non di bloccare i lavori.

Impensabile infatti che famiglie e operatori economici possano programmare investimenti così complessi senza avere fin da ora certezza della durata del beneficio fiscale.

Una decisione che non appare in linea con le intenzioni più volte espresse dal Governo e dalle forze parlamentari di incentivare la spesa e quindi gli investimenti per la crescita. Il Superbonus 110% è infatti finora uno dei principali strumenti di immediato rilancio economico in chiave di sostenibilità e di sicurezza ad oggi operativo. Limitarne la durata e contenerne gli effetti-  pari a 1 punto di Pil in più all’anno-  è una scelta di retroguardia, non certo ammissibile in questo periodo storico.

26 aprile 2021

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COMUNICATO STAMPA
                                                                                                                       
SUPERBONUS, FILIERA EDILIZIA: NO A PASSI INDIETRO SU STRUMENTO FONDAMENTALE PER RIQUALIFICAZIONE E CRESCITA
Occorrono subito chiarimenti sul futuro della misura altrimenti si rischia il blocco di tutti i cantieri

 

Imprese, Rete delle professioni tecniche, Amministratori di condominio (Ance, Federcostruzioni, Anaci, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ISI Associazione Ingegneria Sismica Italiana, Consiglio Nazionale dei Geologi, Consiglio Nazionale dei Geometri, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale Periti Industriali, Oice) chiedono rassicurazioni al Governo sulla proroga alla detrazione fiscale del 110% per gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza sismica degli edifici, sulla quale peraltro si è già espresso in modo unanime il Parlamento impegnando il Governo a procedere speditamente con la proroga a tutto il 2023, sgomberando il campo dalle ipotesi circolate negli ultimi giorni di ridimensionamento della misura.

Dopo mesi di attesa e di rallentamenti legati alla lentezza delle procedure, gli interventi del Superbonus 110% stanno finalmente iniziando a partire, per questo occorre dare certezza alla misura ed evitare brusche frenate che non fanno altro che generare confusione negli operatori e nei cittadini col rischio di bloccare le iniziative future e in corso di approvazione e generare, tra l’altro, migliaia di contenziosi.

La filiera dell’edilizia chiede dunque che la misura sia prorogata e semplificata al più presto per consentire lo svolgimento degli interventi più complessi, che riguardano in particolar modo i condomini, e che solo nelle ultime settimane stanno cominciando a partire.  Chiedono, inoltre, al Mef di confermare la validità dello strumento snellendo le procedure e confermando le attuali disposizioni fino almeno a tutto il 2023. Eventuali passi indietro sui bonus per l’edilizia e in particolare sul superbonus- spiegano imprese, professionisti e amministratori di condominio- danneggerebbero una indispensabile misura necessaria per centrare gli obiettivi di sostenibilità e di messa in sicurezza degli edifici in cui vivono e lavorano milioni di famiglie.  

 
22 aprile 2021
 

COMUNICATO STAMPA

ISI e ASSOBIM insieme per la digitalizzazione delle costruzioni

 


ISI e ASSOBIM hanno siglato un accordo di collaborazione per sviluppare un’azione comune finalizzata alla promozione tecnico-culturale della digitalizzazione del settore.

ISI - Ingegneria Sismica Italiana, l’Associazione che riunisce i professionisti che lavorano nei diversi ambiti del settore dell’ingegneria sismica in Italia, ASSOBIM, l’Associazione nata per sostenere il processo di digitalizzazione dell’intera filiera tecnologica delle costruzioni e promuovere la diffusione del Building Information Modeling, hanno siglato un importante accordo di collaborazione.

I due organismi si impegnano a operare congiuntamente nella promozione di una serie di attività e iniziative rivolte ai professionisti della filiera delle costruzioni e al settore multidisciplinare dell’ingegneria civile che studia la risposta ai terremoti dell’ambiente costruito e dei terreni.

Scopo dell’accordo, sottoscritto dal Presidente di ISI Ing. Andrea Barocci e dal Presidente di ASSOBIM Ing. Adriano Castagnone, è la definizione di una comune azione programmatica che avrà tra le sue linee guida la promozione di azioni di studio sui problemi tecnici e organizzativi degli attori della filiera, volte anche ad ottenere la rappresentanza nelle commissioni di studio di disposizioni, ordinamenti, leggi e regolamenti che interessino la digitalizzazione del settore.

Le due associazioni si impegnano inoltre a stabilire e mantenere relazioni di collaborazione con le associazioni di categoria nazionali ed internazionali che si propongono la diffusione della digitalizzazione come uno degli strumenti cardine su cui poggiare il rilancio economico del Paese.

ISI e ASSOBIM lavoreranno insieme con molteplici obiettivi: realizzare progetti negli ambiti, professionale, culturale e sociale con particolare attenzione all'informazione sulle tematiche inerenti alla digitalizzazione; organizzare forum, convegni ed eventi inerenti al mondo della digitalizzazione; organizzare corsi di formazione e aggiornamento professionale sul BIM; redigere e pubblicare libri, riviste e bollettini riguardanti le tematiche di interesse comune; attivare rapporti e sottoscrivere convenzioni con Enti Pubblici e collaborare per lo svolgimento di manifestazioni e iniziative su temi di comune interesse.

Il mondo dell'antisismica, rappresentato dall'associazione Ingegneria Sismica Italiana, è un osservatorio privilegiato per il profondo cambiamento e l'evoluzione che negli ultimi anni hanno interessato il mondo delle costruzioni e delle infrastrutture. Questo osservatorio, oltre ad essere trasversale racchiudendo tutti i componenti della filiera (dalla ricerca alle aziende produttrici di tecnologie, passando per i professionisti), parte inevitabilmente dal passato: il nostro patrimonio edilizio e le sue carenze sono state molte volte, purtroppo, la molla per un salto in avanti dopo eventi disastrosi. Ora lo sguardo si deve necessariamente spostare verso il futuro, e in questo non è possibile prescindere dalla digitalizzazione e dal BIM. Per questo siamo certi che la collaborazione con AssoBIM sarà fruttuosa e stimolante, mirata alle prossime sfide che attendono la nostra società, a partire dalle possibilità offerte dal recente Recovery plan.”, ha dichiarato il Presidente di ISI, Ing. Andrea Barocci.

La firma di questo accordo si inserisce naturalmente nel solco dei principi della nostra Associazione, da sempre impegnata per la diffusione del BIM (Building Information Modeling) e per la digitalizzazione della filiera delle costruzioni, ha commentato il Presidente di ASSOBIM Ing. Adriano CastagnoneASSOBIM riunisce le realtà operanti nella filiera: dalle software house alle aziende fornitrici di servizi BIM, dai grandi contractor alla società di engineering coinvolgendo anche i produttori di materiali e componenti con al finalità di essere l’associazione di riferimento nel dialogo anche con le istituzioni. Con questo accordo di collaborazione, ISI e ASSOBIM hanno posto le basi per potenziare tali azioni anche nell’ambito dell’ingegneria sismica, con l’obiettivo comune di favorire la transizione verso una piena digitalizzazione del settore”. 
 

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Milano, Marzo 2021


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Comunicato Stampa

Milano, 29 marzo 2021

SismaBonus e 110%
Se lo vogliamo efficace, dobbiamo renderlo credibile


 

In questo periodo la notizia della possibile proroga del SuperBonus, legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha visto molte proposte da parte di diversi stakeholder.

Anche l’Associazione ISI, Ingegneria Sismica Italiana, impegnata da 10 anni sul fronte dell’incremento della cultura della prevenzione del rischio sismico e della messa in sicurezza del patrimonio costruito, ritiene che vi siano alcuni punti da evidenziare per quanto riguarda gli interventi strutturali e il SismaBonus, con l’obiettivo di fare chiarezza su questo argomento; a partire dal fatto che se vogliamo una misura fiscale efficace dobbiamo renderla credibile.

Chi ci guadagna. È innegabile che il bonus sia un beneficio per i proprietari d’immobili, ma lo è anche per lo stato; questo va detto con forza e in maniera positiva”, afferma l’Ing. Andrea Barocci, Presidente di ISI.

Dal 1968 a oggi, l’Italia ha speso tra i 150 e i 200 miliardi di euro (attualizzati) per far fronte al disastro causato dai terremoti; l’85% di questa spesa è servito per la ricostruzione, quindi per sopperire all’inadeguatezza degli edifici.

A oggi circa il 75% del nostro patrimonio edilizio è stato costruito in assenza di criteri antisismici; consideriamo che la necessità di manutenzione aumenta di anno in anno; aggiungiamo che ancora non siamo in grado di fermare i terremoti e che ci troviamo a subirli mediamente ogni 5 anni.

In questo quadro, è evidente come lo stato abbia necessità di mettere a bilancio la voce di spesa legata al rischio sismico, e incentivare gli interventi di efficientamento strutturale significa investire sulla riduzione di quel capitolo di spesa. E se ci guadagna lo stato allora ci guadagniamo tutti, perché dal 1968 a oggi per far fronte agli enormi esborsi legati ai terremoti sono state inserite le accise sui carburanti e queste sono pagate da ogni cittadino indistintamente dalla zona simica o dall’edificio in cui ha scelto di vivere.

Normativa tecnica e obblighi. Risulta ormai chiaro, dopo il Dl 34/2020, che ogni tipo d’intervento strutturale anche senza alcun miglioramento di classe sismica può essere portato in detrazione.

Occorre avere il coraggio di rendere obbligatoria almeno la classificazione iniziale, per qualsiasi tipo d’intervento che si prevede di fare; solo così potrà crescere la cultura del rischio. Di recente è stato detto che questo comporterebbe un intralcio all’effettivo sviluppo della misura fiscale, appellandosi al fatto che la normativa stessa non lo richiede per interventi minimi.

Ma una cosa è la normativa tecnica, un’altra è quando lo Stato eroga contributi e ha tutti i diritti di chiedere qualcosa in più, a tutela del proprio investimento e della sicurezza.

Premialità. Aver tolto con il Dl 34/2020 l’obbligo al miglioramento di classe è una sconfitta nei confronti della riduzione del rischio sismico. Un provvedimento credibile e sostenibile deve andare verso la premialità e spiegare bene perché un cittadino possa avere un contributo diverso da un altro. Non è scandaloso pensare a percentuali differenziate sia per zone sismiche, sia per efficacia degli interventi. È invece scandaloso che un’abitazione degli anni ’90 in zona 3 abbia la stessa percentuale di detrazione e massimale di spesa di una in zona 1 costruita negli anni ‘40.

Assicurazione. L’aver inserito l’obbligo di assicurazione dedicata per i professionisti è controproducente nei confronti dei tecnici, che rimangono gli unici soggetti costretti ad assumersi compiti o responsabilitàperaltro spesso su questioni che non competono loro, in un intreccio tra normativa tecnica e fiscale che ha troppe zone grigie e che ancora non vede volontà di dialogo tra diverse competenze.

In una visione lungimirante, che vada oltre gli otto anni di controllo dell’Agenzia delle entrate, occorre essere coraggiosi ed estendere questa responsabilità al proprietario dell’immobile, il quale deve fare l’assicurazione sul proprio edificio; solo questo potrà veramente tutelare lo Stato, per tutto quello che abbiamo già visto prima, nei confronti del danno erariale.

Un’ulteriore proposta di miglioramento è legata al fatto che da anni siamo obbligati a conoscere, all’atto di una compravendita, il livello di efficientamento energetico del nostro edificio. Considerando quanto scritto sopra, sarebbe assolutamente legittimo richiedere la classificazione sismica del bene in vendita, e inserire tra i diritti del compratore quello di sapere il livello di sicurezza di cosa intende acquistare.

A questo proposito, l’Ing. Andrea Barocci, Presidente ISI aggiunge: “Questo farebbe nascere comportamenti virtuosi legati alla conoscenza del singolo cittadino, alla facilità per le assicurazioni nel valutare il bene, alle politiche statali di riduzione del rischio con la creazione nel tempo di una mappa nazionale.”

Lo scoglio iniziale della classificazione nei condomini potrebbe essere superato mediante incentivazione fiscale o detrazioni.

Da ultimo, abbiamo visto chiaramente negli ultimi mesi che la percezione di un incentivo strettamente legato al concetto di “gratuità”, per quanto interessante, può risultare dannosa e a lungo andare controproducente se parliamo in termini di riduzione del rischio.

La strada corretta deve necessariamente partire da politiche che incentivino la consapevolezza, e che di conseguenza diventino credibili ed implementabili in modo sostenibile, altrimenti dopo lo sprint iniziale il rischio è di trovarsi senza più energie.

 

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Uno sguardo all’Associazione ISI – Ingegneria Sismica Italiana

ISI, costituitasi nel 2010 come associazione tecnico-culturale-scientifica, è cresciuta in questo decennio aggregando aziende, associazioni, accademici e professionisti attorno ad un obiettivo di portata anzitutto sociale, ovvero quello di seminare e far crescere in Italia una cultura della prevenzione del rischio sismico e della messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, abitativo e produttivo, del nostro Paese.

Funzionalmente a questo obiettivo, ISI ha sviluppato studi e ricerche statistico-economiche sullo stato di salute dell’edilizia popolare, ha pubblicato linee guida sull’applicazione delle tecnologie e sulle migliori prassi per progettare interventi di adeguamento anti-sismico degli edifici, organizza e promuove seminari ed eventi di taglio tecnico-scientifico su tutto il territorio nazionale.

ISI si è spesa, in modo particolare e sin dal 2012, per l’adozione di un sistema di incentivi fiscali per gli interventi volti alla riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici e di un metodo per la loro classificazione in base al rischio.

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Per informazioni
Direttore Associazione ISI
Dott.ssa Sandra Januario
+39 351.7349994
direttore@ingegneriasismicaitaliana.it

 

Comunicato Stampa 

 

Sismabonus e supersismabonus: Un’opportunità da cogliere per la crescita della prevenzione sismica in Italia 

 

Milano, 12 novembre 2020 

 

L'Italia, uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, ha registrato in tempi recenti diversi eventi che hanno ancora una volta messo in evidenza la fragilità del territorio e la necessità di agire preventivamente sull’adeguamento delle strutture, specialmente quelle esistenti.

ISI, Ingegneria Sismica Italiana, da sempre impegnata in prima linea nella divulgazione della cultura di prevenzione in ambito di ingegneria sismica, svolge in modo costante azioni di formazione rivolte al mondo dei professionisti ed alle aziende dell’ecosistema delle costruzioni. Ne sono esempio i molteplici eventi in presenza prima dell’emergenza sanitaria COVID, nonché attualmente i diversi webinar (prossima edizione il 30 novembre p.v.) che trattano aspetti legati al sismabonus, supersismabonus e relative criticità normative, assicurative e tecniche.

Le parole di Andrea Barocci, Presidente dell’Associazione ISI, riferendosi all’evento sismico del 30 ottobre u.s. a Smirne:

“Come la Turchia viviamo nell'area sismica del Mediterraneo, e siamo esposti allo stesso rischio in ogni momento. Non perdiamo l'occasione per sfruttare appieno le potenzialità del SismaBonus e cominciamo, come cittadini e come istituzioni, a farci parte attiva per l'auspicata crescita della nostra prevenzione sismica.”

L’attività di ISI va oltre il mondo della professione e delle aziende, e si espande anche al mondo accademico ed alla comunità internazionale. ISI, in effetti, è stata parte attiva, insieme ad ANIDIS, nella formulazione della candidatura italiana per ospitare a Milano la prossima edizione del WCEE (World Conference on Earthquake Engineering), il convegno mondiale di ingegneria sismica, che si svolgerà nel 2024. Si attende a breve la decisione sulla nazione che ospiterà l’evento e nel caso dell’augurata scelta dell’Italia, l’associazione ISI avrà un ruolo di primo piano nell’organizzazione dello stesso, puntando anche sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso le tematiche dell’ingegneria sismica.

 

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Uno sguardo all’Associazione ISI

L’Associazione ISI – Ingegneria Sismica Italiana, è nata dalla necessità di creare un’organizzazione che rappresenti i protagonisti nei diversi ambiti di questo settore in Italia.

La missione dell’Associazione ISI è quella di coinvolgere i diversi attori che operano nell’ambito dell’Ingegneria Sismica Italiana in un gruppo dinamico che li rappresenti e li promuova, organizzando attività di divulgazione del loro lavoro, comunicando con gli organi ufficiali, istituzioni ed enti normatori, con la comunità accademica e scientifica, con il mondo industriale e con quello dei professionisti.


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8 luglio 2020
COMUNICATO STAMPA (Link)
 
SismaBonus e 110% - cosa non funziona
 
La proposta di conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34 (cit. “decreto rilancio”), giunta sui tavoli di Camera e Senato nei giorni scorsi, ha purtroppo confermato gli orientamenti (e gli errori) del testo legislativo iniziale, con alcune modifiche puntuali ma senza quelle correzioni auspicate e sollecitate dall’esterno e dalla stessa nostra Associazione.
 
- L’art 119 comma 4, pur citando il DM 58/2017, di fatto elimina ogni premialità legata alla classificazione e allinea al 110% di detrazione ogni intervento strutturale, anche quelli generici legati al bonus ristrutturazione e quindi fino ad oggi ricompresi nel 50%. Scomparendo la premialità scompare quindi la base del calcolo dell’esposizione economica dello Stato dopo un evento sismico, ponendo sullo stesso piano qualsiasi intervento strutturale nella finestra temporale luglio 2020 – dicembre 2021; di fatto, in sintesi, rendendo antieconomico intervenire in maniera efficace e performante.
 
Inoltre l’eliminazione della necessità di classificazione costituisce un grave passo indietro nella sensibilizzazione e crescita della consapevolezza da parte della società nei confronti del rischio sismico.
 
Infine, tale articolo genererà confusione in quanto l’estensione al 110% delle opere strutturali del bonus Ristrutturazione è per le solo zone sismiche 1 e 2 mentre il SismaBonus è attuabile anche nella zona 3.
 
- La mancata proroga della scadenza del 31 dicembre 2021 costituisce un grande impedimento, in quanto non vi saranno le tempistiche per avviare nei condomini l’iter decisionale, progettuale, autorizzativo e per effettuare i lavori spendendo di fatto gli importi che si vuole portare in detrazione.
 
- Viene citato nuovamente, in maniera inspiegabile dopo la prima volta del 2017, quale documento di riferimento per conoscere la classificazione di un Comune l’OPCM 3274 del 2003, quando in realtà molte zone d’Italia (per esempio parte dell’Emilia-Romagna e parte della Lombardia) sono state classificate dopo il 2005. Citando esclusivamente questo riferimento si rischia confusione in sede di controllo da parte dell’AdE.
 
- A fronte delle ingenti risorse economiche messe a disposizione dallo Stato, ancora non è stata data la possibilità di portare in detrazione la sola classificazione dell’immobile (senza successiva esecuzione degli interventi). Si nota che comunque in questo caso risulterebbe inutile in quanto viene a decadere la necessità della classificazione stessa.
 
- La volontà di rilancio va potenzialmente a sbloccare un mercato importante e a toccare numerose norme e aspetti dell’edilizia. A fronte di tutto ciò viene inserita una ulteriore asseverazione in capo al professionista che, nel caso del SismaBonus, si trovava già a doverne sottoscrivere due (una di congruità nel rispetto delle norme vigenti ai sensi del DPR380/2001 e una sulla classificazione ai sensi dell’allegato B del DM58/2017); ora se ne aggiunge una terza sulla congruità di spesa che si sceglie di portare in detrazione.
 
- Quale scenario al 1° gennaio 2022, dal momento che anche il SismaBonus (nella sua forma originaria del 2017) verrebbe a decadere? Si aprono alcuni scenari:
 
1- Tutto ritorna al bonus ristrutturazione (o a nessun bonus), rendendo di fatto inutile questa finestra temporale di poco più di un anno in cui solo pochissimi interventi potranno venire realizzati.
2- Viene prorogato il SismaBonus nella sua versione “standard” (70-85%), opzione auspicabile in quanto il mercato stava cominciando a superare lo scoglio iniziale e il volano aveva cominciato a mettersi in moto; i pochi mesi del 110% avrebbero a questo punto contribuito “solo” a una confusione intermedia.
3- Viene prorogato il SuperBonus al 110%, annullando di fatto la premialità e la possibilità da parte dello Stato di decidere in quale maniera contribuire economicamente dopo un evento sismico. Oltre a questa marcia indietro, in quale maniera saranno “trattati” tutti coloro che dal 2017 ad oggi hanno intrapreso lavori di miglioramento sismico avvalendosi dei principi della classificazione e della premialità?
 
La nostra Associazione osserva purtroppo con rammarico questo scenario, rilevando come una potenziale opportunità per un balzo in avanti si sia invece trasformata in un passo indietro.
 
Il Presidente
Andrea Barocci
 

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