Made Expo 2015. Convegno ISI Sezione Tecnologie Antisismiche. “Riqualificazione Sismica: Ristrutturare o ricostruire da zero?”

Aprile 02, 2015 - 22:31 da ISI

Dal 02/04/2015
al 03/04/2015

In occasione del recente Made Expo 2015, tenutosi a Milano, la Sezione Tecnologie Antisismiche di Ingegneria Sismica Italiana (ISI), che raccoglie numerose Aziende associate ISI ha organizzato il Convegno “Riqualificazione Sismica: Ristrutturare o ricostruire da zero?”, con il patrocinio di UNICMI e del Green Building Council Italia
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Ricca affluenza di pubblico, circa 200 i partecipati, al convegno  organizzato dalla Sezione Tecnologie Antisismiche di ISI e moderato da Franco Daniele, AD di Tecnostrutture, coordinatore della stessa Sezione. Tutti gli interventi sono stati focalizzati su come  le innovative tecnologie antisismiche possono garantire la sicurezza degli edifici in modo sostenibile, nell’ottica di una riqualificazione urbana, senza spreco di territorio. 
 
In un contesto italiano dove la maggior parte degli edifici richiede un intervento di messa in sicurezza, il gruppo dei produttori di tecnologie antisismiche ISI ha cercato di fornire delle indicazioni su alcuni metodi di adeguamento sismico, individuando ed analizzando i criteri che determinano se è più opportuno ricostruire da zero o invece ristrutturare un edificio esistente. Questi aspetti sono stati analizzati valutando anche gli impatti ambientali e di sostenibilità dell’edificio, con riferimento al protocollo internazionale LEED. L’intervento di adeguamento sismico è quasi sempre occasione di riqualificazione urbana, senza impiego di nuove aree costruttive  ed evitando l’ulteriore cementificazione dei centri abitativi. Il livello di cementificazione del nostro Paese è infatti tra i più alti in Europa e l’impressionante tasso di consumo del suolo impone una risposta non solo dalle istituzioni ma anche dalla committenza privata. La ripresa del comparto edilizio passa anche attraverso idonei programmi di rigenerazione urbana, di recupero, di bonifica di siti industriali contaminati,  di riqualificazione energetica e di adeguamento sismico di edifici esistenti. Grazie all’illustrazione di un progetto costruttivo, l’intervento strutturale viene osservato anche dal punto di vista architettonico, presentandone la migliore sostenibilità delle implicazioni urbanistiche. 
 
 
 
Il Prof. Paolo Riva, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni, Università degli Studi di Bergamo, “Sicurezza sismica degli edifici: quando ristrutturare e quando ricostruire da zero?”, ha introdotto il problema nel suo complesso, analizzando il deficit del patrimonio edilizio italiano, le esigenze della società, i problemi ambientali ed economici. Per massimizzare i benefici ed ottimizzare le risorse è indispensabile una progettazione integrata che consideri il ciclo di vita delle strutture, la loro sostenibilità economica ed ambientale.
 
 
L’intervento del Prof. Riva si conclude con una citazione di Kofi Annan che ci sembra opportuno riportare: “Strategie di prevenzione più efficaci farebbero non solo risparmiare decine di miliardi di dollari ma salverebbero decine di migliaia di vite. Costruire una cultura di prevenzione non è facile. Mentre i costi della prevenzione debbono essere pagati nel presente, i suoi benefici si avvertono in un futuro distante. Per di più, i benefici non sono tangibili: SONO I DISASTRI NON AVVENUTI” 
 
L’intervento dell’ Ing. Leonilde Ferrazzo, Direttore Lavori di Save Engineering S.r.l. per l’aeroporto di Venezia e dell’Ing. Roberto Scotta, Docente presso l’Università degli Studi di Padova e Consulente strutturale per verifica ed adeguamento sismico, dal titolo “La messa in sicurezza di un edificio di interesse strategico. L’adeguamento sismico dell’aeroporto di Venezia. Il punto di vista dell’investitore e quello tecnico”, ha illustrato il progetto dell’adeguamento sismico di una grande infrastruttura considerando aspetti tecnici ed economici nel breve e nel lungo termine. 
 
 
L’intervento dell’ Ing. Gianluca Salin, Responsabile Progetto di Angelini Immobiliare S.p.A. e dell’Arch. Armando Latini, Direttore dei lavori della nuova sede Angelini, “Il progetto della nuova sede direzionale del gruppo farmaceutico Angelini. Quali implicazioni urbanistiche? Un esempio di costruzione sismoresistente senza spreco di territorio. Il punto di vista della committenza e quello tecnico” ha illustrato il progetto di riqualificazione di un edificio industriale considerando anche la complessità e le potenzialità del complesso urbano. Sono stati illustrati i benefici della riqualificazione attraverso la sostituzione dell’esistente sia per la proprietà che per la collettività. La nuova struttura implica l'utilizzo di isolatori sismici. Sebbene questa scelta non sia obbligata dalla normativa vigente la committenza dopo un'attenta analisi benefici/costi ha optato per questa soluzione dettata da volontà di dare maggiore valore alla struttura nel tempo. 
 
L’Ing. Sara Sgobba, Ricercatrice presso i.lab Italcementi S.p.A. specializzata in materiali innovativi per strutture in zona sismica, ha presentato un intervento dal titolo “Il caso del centro ricerca di Italcementi, i.lab, primo edificio italiano certificato LEED Platino. Tecnologie e materiali innovativi e sismoresistenti valorizzati nell’ambito dei sistemi di rating dall’edilizia sostenibile”. Nel suo intervento è stato illustrato il progetto del nuovo centro ricerca ed innovazione di Italcementi sito nel nuovo parco scientifico-tecnologico del Kilometro Rosso. Il progetto a firma dell’arch. Richard Meier, è stato sviluppato secondo i protocolli LEED® “Leadership in Energy and Environmental Design: il più diffuso sistema di edilizia sostenibile”. In quest’ottica la presentazione dell’Ing. Sgobba ha trattato i temi relativi i materiali, la progettazione impiantistica, i dettagli costruttivi e la loro realizzazione. L'ampia copertura a guscio è fra gli elementi architettonici più interessanti dell' i.lab. Composta da grandi elementi prefabbricati in calcestruzzo bianco, estremamente sottili e da Tralicci reticolari misti in acciaio-calcestruzzo, predisposti per la post-tensione una volta completato il getto di copertura, per controllare gli sbalzi della struttura con luce variabile dai 10 ai 18 metri.
 

Scarica il pdf della sintesi del convegno...

 


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