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Note Decreto Sisma - Legge 156 2019

Gennaio 22, 2020 - 20:33 da ISI
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Il cosiddetto Decreto Sisma (Legge 156 2019) ha introdotto alcune modifiche sostanziali anche nel DPR 380 2001 e in particolare per quanto riguarda il regime autorizzatorio degli interventi strutturali in zona sismica.


Riportiamo prima di tutto il passa fondamentale della Legge.
 
LEGGE 12 dicembre 2019, n. 156
 
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, recante disposizioni urgenti per l'accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici. 
 
Gazzetta Ufficiale n° 300 del 23 dicembre 2019, vigente dal 24 dicembre 2019
 
[ … ]
 
Art. 9-quater. (Modifiche all'articolo 94-bis del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380)
 
- 1. All'articolo 94-bis del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, sono apportate le seguenti modificazioni:
 
a) al comma 1:
 
1) alla lettera a):
1.1) al numero 1), le parole: "peak ground acceleration-PGA" sono sostituite dalle seguenti: "accelerazione ag";
1.2) al numero 2) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", situate nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità (zone 3 e 4)";
1.3) al numero 3) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", situati nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità (zone 3 e 4)";
 
2) alla lettera b):
2.1) al numero 1), le parole: "nelle località sismiche a media sismicità (zona 2, limitatamente a valori di PGA compresi fra 0,15 g e 0,20 g, e zona 3)" sono sostituite dalle seguenti: "nelle località sismiche a media sismicità (zona 2, limitatamente a valori di ag compresi fra 0,15 g e 0,20 g) e zona 3";
2.2) al numero 2) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", compresi gli edifici e le opere infrastrutturali di cui alla lettera a), numero 3)".
 
 
Cosa cambia?
 
L’art. 94bis era stato inserito con il cosiddetto “Sblocca Cantieri” (Legge 55 2019) e inseriva nel TUE tre differenti tipi d’interventi nei confronti della pubblica incolumità, con conseguenti tre differenti tipi di procedure; il “Decreto Sisma” va a puntualizzare maggiormente le procedure in funzione delle zone sismiche. Vediamo nel seguito di sintetizzare le tipologie d’intervento:
 
- Interventi rilevanti. Interventi su edifici rilevanti o strategici (classe III o IV NTC2018), purchè in zona sismica 1 o 2. Nuove costruzioni complesse o non usuali, purchè in zona sismica 1 o 2. Interventi di adeguamento o miglioramento (§8 NTC2018) su edifici esistenti purchè in zona sismica 1 o in zona sismica 2 limitatamente a valori di accelerazione ag compresi fra 0,20g e 0,25g.
- Interventi di minore rilevanza. Le costruzioni ordinarie, in tutte le zone sismiche. Gli interventi di riparazione o intervento locale (§8 NTC2018), in tutte le zone sismiche. Gli interventi di miglioramento o adeguamento su edifici esistenti in zona 3 e in zona 2 (limitatamente a valori di ag compresi fra 0,15g e 0,20g).
- Interventi privi di rilevanza. Gli interventi che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d'uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.
 
Solo per gli interventi rilevanti è necessaria la preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione (art 94 TUE).
Attenzione a un aspetto non marginale, introdotto al comma 2 con la legge 55 2019 e ancora non affrontato: la corretta individuazione delle tre tipologie dovrà avvenire mediante linee guida emanate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza Unificata; solo in assenza di tali linee guida le Regioni potranno dotarsi di propri strumenti o confermare quelli già in proprio possesso.
 
Le introduzioni al TUE paiono ridurre le possibilità delle Regioni di legiferare sulle materie concorrenti (art 117 comma 3 della Costituzione), in quanto viene specificato che una volta emanate le linee guida da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, seppure d’intesa con la Conferenza Unificata, le Regioni dovranno adottare provvedimenti di allineamento; rimane in capo alle Regioni la definizione del contenuto minimo del progetto, come da art 93 comma 3 TUE. Restano sicuramente delle zone d’ombra che speriamo si chiariscano al più presto: tempistiche per la definizione delle tre tipologie di rilevanza degli interventi, responsabilità nel transitorio, responsabilità nelle figure professionali, ecc … 


 

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