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Classificazione del rischio sismico delle costruzioni: a breve rese pubbliche le linee guida

Maggio 27, 2016 - 15:32 da ISI
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Le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni “sono ad oggi all’esame dei competenti uffici tecnici del MIT e verranno a breve rese pubbliche”. A confermarlo il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Umberto Del Basso De Caro rispondendo in Commissione Ambiente della Camera a un’interrogazione posta dall’on. Claudia Mannino ed altri 6 parlamentari del M5S “sull’esito dell’attività del gruppo di lavoro per la predisposizione di ipotesi normative per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.”


L’interrogazione si riferisce alla stesura delle linee guida per la classificazione sismica degli edifici curata dal gruppo di studio istituito dal DM del 17/10/2013 del Ministro Lupi. Tale gruppo di studio è costituito dall’Ing. Pietro Baratono, dall’Ing. Giuseppe Ianniello, dall’Ing. Emanuele Renzi, dal Prof. Franco Braga, dal Prof. Gian Michele Calvi, dal Prof. Mauro Dolce e dal Prof. Gaetano Manfredi. In tale gruppo di studio ISI (Ingegneria Sismica Italiana) ha ricoperto il ruolo di segreteria tecnica. 
 
La rilevanza del problema è ben noto a tutti coloro che abitano il nostro paese e viene chiaramente evidenziata della premessa dell’on. Mannino dove si afferma: “il territorio italiano presenta una situazione di pericolosità sismica medio/alta — testimoniata dal ricorrente verificarsi di terremoti, spesso anche di notevole intensità — una vulnerabilità molto elevata, non ancora conosciuta in maniera dettagliata, ed un'esposizione altissima, in considerazione della densità abitativa e della presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale di enorme pregio e valore". 
 
È quindi evidenziata la necessità di un documento adeguato che incentivi la messa in sicurezza del territorio e nell’interrogazione si richiede al ministero quali sia l’avanzamento dei lavori in tale direzione. 
 
Le linee guida sono state elaborate con l’obiettivo di fornire per la prima volta un percorso chiaro per la classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici che consenta, attraverso la combinazione con la pericolosità del sito e l’esposizione, di fornire informazioni sul rischio.
 
La risposta del sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Umberto Del Basso De Caro, riportata in seguito fornisce una chiara e coincisa descrizione delle motivazioni, dell’attività svolta dal gruppo di studio e degli obiettivi e pone tutte le premesse affinché il documento venga reso pubblico a breve. 
 
“L’urgenza di affrontare la questione del rischio sismico in Italia attraverso un’azione sistematica di prevenzione strutturale, ossia attraverso il rafforzamento delle costruzioni esistenti, si ripropone non solo e drammaticamente dopo ogni terremoto distruttivo, ma anche dopo terremoti di non elevata magnitudo comunque in grado di produrre danni non trascurabili, evidenziando la notevole vulnerabilità delle costruzioni in Italia.
 
Il rischio sismico di una singola costruzione dipende da tre fondamentali fattori: la pericolosità del sito, la vulnerabilità della costruzione e l’esposizione delle attività, dei beni e delle persone presenti nella costruzione.
 
Il gruppo di studio all’uopo costituito ha elaborato specifiche linee guida prendendo in considerazione la classificazione in termini di vulnerabilità con la finalità di arrivare ad una classificazione riferita al rischio sismico dipendente non solo dalla vulnerabilità ma anche dalla pericolosità del sito e dall’esposizione.
 
Per la prima volta in Italia, si è cercato di tracciare un percorso chiaro per la classificazione del rischio sismico degli edifici.
 
Queste linee guida, che costituiscono un documento tecnicamente valido e innovativo, sono ad oggi all’esame dei competenti uffici tecnici del MIT e verranno a breve rese pubbliche; certamente potranno costituire un valido supporto all’azione di riduzione del rischio sismico nonché alla migliore comprensione e percezione del rischio sismico da parte dei proprietari delle costruzioni, pubblici o privati, e da parte dei progettisti.”  
    


 

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