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L'Esperto Risponde

Domanda: POSSIBILITA' DI CONSIDERARE ELEMENTI SECONDARI

Gent.mo Esperto, vorrei avere delle delucidazioni in merito alla possibilità di considerare nell’adeguamento di un edificio in calcestruzzo armato tutti gli elementi strutturali esistenti (pilastri e travi) come secondari. L’obiettivo è quello di adeguare la struttura introducendo dei setti esterni in cemento armato (sismo-resistenti) collegati agli elementi esistenti considerati secondari. Vorrei avere risposta sulle due domande seguenti: 1) Vorrei sapere se sia la rigidezza che la resistenza degli elementi esistenti per essere considerati “secondari” in accordo con il punto 7.2.3 nelle NTC 08 debbano essere ignorate nell’analisi della risposta. 2) il punto 7.2.3. dice “Tali elementi tuttavia devono essere in grado di assorbire le deformazioni della struttura soggetta all’azione sismica di progetto, mantenendo la capacità portante nei confronti dei carichi verticali”. Questo vuol dire che nel caso di analisi lineari elastiche con spettro di risposta gli spostamenti degli elementi secondari devono essere valutati con q=1 ? Devono essere fatte le verifiche a taglio su tali elementi? Cordiali Saluti Luca Geminiani


Utente: luca89

Inserita il 09 Agosto 2013


RISPOSTA

In un edificio esistente non ha molto senso parlare di elementi sismoresistenti primari e secondari. Io ragionerei in questo modo:
  1. I carichi statici comunque vanno sugli elementi esistenti, salvo eventuali quote di sovraccarico che possono essere incassate anche dagli elementi di nuova realizzazione in funzione delle rigidezze;
  1. Le azioni sismiche possono anche essere incassate dai soli elementi nuovi fatte salve le seguenti considerazioni:
    1. gli elementi esistenti devono essere in grado di sopportare gli spostamenti richiesti dal sisma (quelli che calcolerei con q=1, per intenderci); 
    2. in ogni caso, gli elementi esistenti non devono collassare per quello spostamento. La verifica a flessione non e' un problema (di fatto la verifica di spostamento e' una verifica di duttilita' per flessione, quindi la resistenza non conta). Per la verifica degli elementi fragili (ad esempio il taglio), questa deve essere comunque condotta pensando ad un q=1,5. E' ovvio che se per lo spostamento richiesto dal sisma gli elementi dovessero collassare a taglio, la verifica allo spostamento non puo' essere considerata soddisfatta. Al piu' lo 'sconto' sta nel verificare a taglio con q=1,5.
  1. Per quanto riguarda gli elementi nuovi, volendo potrei anche progettarli con un q piu' alto, ammesso abbia senso, e poi verificarli comunque a duttilita'.
 
Paolo Riva

Paolo Riva - 11 Settembre 2013









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