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26 febbraio 2026 - Bologna

ISI ad ASSOBIM Connect 2026:
innovazione digitale e sicurezza strutturale al centro del confronto

Pubbl. 02 marzo 2026

L’intervento del Presidente di ISI, Ing. Gabriele Miceli, alla Tavola rotonda
“Associazionismo e BIM: costruire una visione condivisa”
rilancia il ruolo delle associazioni nella trasformazione digitale del settore delle costruzioni

ISI ad ASSOBIM Connect 2026: 
innovazione digitale e sicurezza strutturale al centro del confronto
Quando
Il 26 febbraio 2026
dalle 9.30 alle 17.00
Dove
DAMA - Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna
Via Stalingrado, 84/3 - Bologna

Il 26 febbraio 2026, a Bologna, in occasione di ASSOBIM Connect 2026, ISI ha partecipato alla Tavola rotonda “Associazionismo e BIM: costruire una visione condivisa”, portando al centro del dibattito un tema chiave: il valore strategico dell’associazionismo nella trasformazione digitale del settore delle costruzioni.

Nel suo intervento, il Presidente di ISI, Ing. Gabriele Miceli, ha ringraziato dapprima ASSOBIM per aver dedicato uno spazio specifico al ruolo delle associazioni, sottolineando come il cambiamento introdotto dal BIM sia ormai irreversibile. La vera questione, per ISI, non è solo tecnologica: “Il BIM non è semplicemente uno strumento. Incide direttamente sulla qualità, sulla sicurezza e sulla responsabilità del costruire”. Da qui il passaggio centrale: la digitalizzazione non può essere affrontata come una somma di soluzioni tecniche isolate, richiede invece una visione culturale e sistematica condivisa, che si ottiene attraverso il dialogo tra le associazioni.
“La sicurezza non è un adempimento, è un valore culturale. E la cultura si costruisce attraverso processi condivisi, linguaggi comuni e responsabilità diffuse” ha dichiarato il Presidente di ISI che poi ha proseguito “il dialogo tra associazioni può avere un valore strategico e significa condividere approcci formativi, costruire standard qualitativi comuni, offrire al mercato e alle istituzioni una visione coordinata”.
ISI nasce con una missione chiara: promuovere la cultura della sicurezza strutturale e della prevenzione sismica. In questi anni ha lavorato per diffondere conoscenza tecnica, favorire l’aggiornamento normativo e creare dialogo tra progettisti, industria, ricerca e istituzioni. È proprio questa funzione di raccordo che oggi diventa decisiva nel processo di digitalizzazione.
“Il BIM ha evidenziato l’Ing. Miceli rappresenta un’opportunità straordinaria perché introduce la centralità del dato. Nell’ingegneria sismica il dato descrive il comportamento strutturale, consente verifiche prestazionali, accompagna la manutenzione e la gestione dell’opera lungo l’intero ciclo di vita. Perché il modello digitale diventi realmente uno strumento di riduzione del rischio, occorrono competenze solide, integrazione disciplinare e coerenza tra progetto, costruzione e gestione. Ed è qui che l’associazionismo può assumere un ruolo determinante.”.
In merito all’importanza della formazione il Presidente Miceli ha ricordato, “Il BIM non è solo un software, è un metodo. E il metodo richiede formazione adeguata. Come ISI crediamo molto nella costruzione di competenze solide, non superficiali. La digitalizzazione non può ridursi a un aggiornamento tecnico: deve diventare parte integrante della cultura progettuale.” La qualità della formazione diventa quindi una responsabilità collettiva, che le associazioni sono chiamate a presidiare per evitare approcci superficiali o frammentati.
Nel contesto italiano caratterizzato da elevata vulnerabilità sismica e da un patrimonio edilizio complesso, la digitalizzazione può diventare uno strumento fondamentale per migliorare la resilienza dell’ambiente costruito: gestione del ciclo di vita, tracciabilità degli interventi, integrazione tra progettazione, controllo e manutenzione. Questo salto di qualità può avvenire solo attraverso una collaborazione reale tra le organizzazioni di rappresentanza.
Il messaggio finale di ISI attraverso le parole del suo Presidente è chiaro: la trasformazione digitale è prima di tutto un processo collettivo. Le associazioni hanno una responsabilità che va oltre la rappresentanza di categoria: devono insieme contribuire a una visione sistematica del settore e guidare un cambiamento che tenga insieme innovazione, qualità e sicurezza.
“Come ISI, ha dichiarato l’Ing. Miceli, siamo disponibili a lavorare nella seguente direzione ottemperando a diversi punti: promuovendo momenti di confronto interassociativo sui temi della qualità e della sicurezza nel processo digitale; contribuendo alla definizione di linee di indirizzo comuni che integrino digitalizzazione e prestazione strutturale; favorendo iniziative condivise di formazione e divulgazione. L’obiettivo resta uno solo: costruire meglio, costruire in sicurezza, costruire con responsabilità. Se la digitalizzazione saprà rafforzare questi principi, allora avremo davvero costruito una visione condivisa”.


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